Fusioni, domani alle urne quasi 13mila cittadini
I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23: due le schede a disposizione dell’elettore Con la seconda si potrà scegliere il nome dell’eventuale nuovo Comune
Pronunciamenti in consiglio regionale, emendamenti, iniziative di propaganda, appelli al voto. Non che i mesi alle spalle abbiano scaldato troppo gli animi (anzi, e vedremo quale sarà l’impatto sull’affluenza alle urne), ma ora è il tempo dei cittadini.
Domani tocca a loro esprimersi in occasione dei referendum popolari sulla fusione dei Comuni di Berra e Ro, da un lato, e Tresigallo e Formignana, dall’altro. Sono complessivamente quasi 13mila gli elettori chiamati al voto.
orari e modalità di voto
I seggi saranno aperti, esclusivamente nella giornata di domani, dalle ore 7 alle ore 23. Lo scrutinio delle schede inizierà subito dopo la chiusura delle votazioni.
Tutti i Comuni organizzano un’apertura straordinaria dell’Ufficio elettorale, fino alle 23 di domani: sarà possibile rinnovare le tessere elettorali per chi le avesse scadute oppure smarrite.
due schede
Ai cittadini saranno consegnate due schede: con la prima potranno dire Sì oppure No alla fusione proposta; con la seconda si potrà invece scegliere un nome, tra quelli proposti, per l’eventuale nuovo Comune.
berra-ro
In questo caso gli elettori chiamati alle urne sono 6.721 (3.959 a Berra e 2.762 a Ro). Circa la denominazione del nuovo Comune, sono due le proposte: a) Riva del Po; b) Lavezzola.
A Berra si potrà votare nelle scuole di via Montessori, a Serravalle nelle scuole di via Capatti, a Cologna nel Centro civico di via XXV Aprile e a Ro nei seggi 1, 2, 3 e 4 delle scuole di via Benetti 7.
Tresigallo-Formignana
Qui invece sono 5.989 gli elettori che potranno recarsi alle urne, 3.626 a Tresigallo e 2.363 a Formignana. Quattro le proposte relativamente al nome del nuovo Comune: a) Tresignana; b) Torre del Gallo; c) Riva del Volano; d) Città nuova del Volano.
A Formignana si vota nelle sezioni elettorali delle scuole di viale Cavour. A Tresigallo nelle sezioni delle scuole di piazzale Forlanini.
consultivo ma incisivo
Come prevede la normativa regionale, di recente modificata, il referendum sulle fusioni è di carattere consultivo, eppure il responso delle urne sarà incisivo, indipendentemente dalle scelte dei consigli comunali, gli organi chiamati a formalizzare la fusione.
Quindi: il “matrimonio” tra Comuni sarà valido se il Sì otterrà il 50% dei voti espressi più uno in entrambi i territori; in pratica, se il No dovesse vincere anche solo in uno dei due territori la progettata fusione fallirà.
In caso di vittoria dei Sì, la fusione partirà ufficialmente il 1° gennaio 2019, ma l’elezione dei nuovi organi avverrà solo nella prossima primavera, al termine di un breve periodo di commissariamento prefettizio. —
Fabio Terminali
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