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MASSENZATICA 

In via Indipendenza l’incubo del traffico dei mezzi pesanti

In via Indipendenza l’incubo del traffico dei mezzi pesanti

I residenti non ce la fanno più: per il rumore non riusciamo a parlare tra noi E per le vibrazioni continue si formano crepe nell’intonaco dentro casa

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Rumori e vibrazioni dei vetri a tutte le ore del giorno e della notte stanno rendendo la vita impossibile a diverse famiglie di via Indipendenza a Massenzatica. Il lungo rettilineo della strada provinciale 62 per Pontemaodino ad un certo punto attraversa il centro abitato della piccola frazione di Mesola, ma chi abita nelle case che si affacciano sulla provinciale, non riesce ad avere pace, a causa del transito continuo di autotreni, tra l’altro vietato, e di automobili, che rimbalzano a velocità sostenuta sui dossi-dissuasori.

RUMORI TROPPO FORTI

« Devo tenere accesa la televisione a tutto volume – si lamenta Primo Bazzocchi, un residente –, perché i rumori che arrivano dalla strada sono troppo forti. In casa non si riesce a parlare, perché non ci si può sentire. Nei muri c’è l’intonaco nuovo – incalza Bazzocchi, che è un pensionato –, ma si vedono ancora le crepe provocate dalle vibrazioni continue».

Uno dei dossi rallentatori di velocità è posizionato all’altezza del numero civico 9, dove risiede Bazzocchi con la moglie e con due cani, ma il Comune di Mesola ha dovuto “ritoccarlo” almeno un paio di volte, perché «all’inizio si sentivano dei boati quando passavano macchine e mezzi pesanti – ricorda Antonella Noverati, moglie di Bazzocchi –, ma il problema purtroppo è rimasto».

Nel tratto della via Indipendenza all’altezza delle abitazioni la presenza di alcuni deceleratori di velocità è bilanciata, ma solo sulla carta, dal limite di velocità di 30 chilometri orari, che ben pochi veicoli rispettano.

vigili sulla rotatoria

«Basterebbe che i vigili si mettessero all’altezza della rotatoria ad aspettare le macchine – si inserisce una residente di passaggio in bicicletta –; sono sicura che farebbero tante multe. Una volta mi sono permessa di rimproverare un automobilista che mi ha fatto perdere l’equilibrio dopo aver frenato all’improvviso sul dosso, ma ha proseguito la marcia imperterrito, senza chiedermi se avevo bisogno». In via Indipendenza, al passaggio di ogni autotreno i residenti sentono pure i bicchieri sussultare nelle vetrine, tanto da «non sapere se è tornato il terremoto, visto che nel 2012, quando è arrivata la scossa forte – ricorda Adolfo Menegatti –, sembrava che stessero passando due o tre camion tutti insieme».

Nuovi interventi per attenuare il disagio non sono previsti, ma per i residenti un tutor o qualche autovelox fisso potrebbe indurre gli automobilisti a ridurre la velocità in centro abitato.

«Per avere più tranquillità – conclude Bazzocchi – bisogna impedire ai mezzi pesanti di percorrere questa strada, che è anche stretta. Visto che i segnali stradali non contano, qualche controllo in più dei vigili, anche di notte, potrebbe fare tanto». —

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