Il ministero: ponti e sicurezza, tocca agli enti locali Reazioni furiose
Nessuno stanziamento a seguito del report post-Genova. Tagliani: così non si può operare. Rossi: chiuderemo i transiti
FERRARA. «Una presa per i fondelli». Così, senza ricorrere al politichese, Tiziano Tagliani bolla la vicenda della messa in sicurezza dei ponti del territorio che il governo aveva aperto nei giorni successivi alla tragedia di Genova. Dopo aver chiesto agli enti locali di stilare con urgenza, alla fine di agosto, un elenco di strutture da mettere in sicurezza, il ministero nei giorni scorsi ha infatti risposto al presidente della Provincia: ogni ente deve farsi carico degli interventi necessari ad evitare tragedie.
Fabbisogno insoddisfatto
Ferrara era stata tra le Province più veloci a rispondere alla richiesta d’informazioni del ministero delle Infrastrutture, in quanto il report sugli interventi più urgenti era già stato predisposto. Tra gli altri, l’elenco comprende i ponte sul Po di Volano, a Final di Rero, il Marighella di Gradizza, gli snodi della Superstrada, a partire da Gualdo. Il “conto” complessivo per i soli 320 ponti di competenza provinciale, ai quali va aggiunta la messa in sicurezza di 850 chilometri di strade, superava i 25 milioni di euro. A questa cifra bisogna sommare i fabbisogni elencati dai singoli Comuni, che erano stati allegati alla lettera di risposta della Provincia, e che non sono mai stati quantificati. Si tratta di soldi impossibili da trovare nelle pieghe di un bilancio provinciale spolpato da tre anni a questa parte; ma gli stessi Comuni sono in difficoltà ad affrontare manutenzioni costose.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.17327795:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.17327795:1650644674/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Speranze frustrate
Era implicita in questo scambio di lettere la speranza degli enti locali di ottenere, se non fondi rapidi, almeno qualche garanzia d’impegno governativo. Si può quindi immaginare la reazione di Tagliani nel leggere, all’inizio della scorsa settimana, la contro-lettera del Dipartimento per le opere pubbliche nella quale s’informa della costituzione dell’Archivio nazionale delle opere pubbliche e poi si avvertiva che «ogni ente dovrà adottare le misure necessarie a garantire la sicurezza dell’infrastruttura, nonché la pubblica e privata incolumità». In pratica, un invito a provvedere per il momento con le proprie risorse e programmazione. «Ho già risposto al ministero, martedì scorso - informa il presidente della Provincia - ringraziando per il data base ma avvertendo che in assenza di contributi finanziari non sarebbe possibile intervenire». Per comprendere di cosa si parla bisogna allargare lo sguardo a livello nazionale: gli 1,6 miliardi di euro d’interventi straordinari ipotizzati dal governo Gentiloni, se spalmati su tutte le Province, consentirebbero di spendere 2mila euro al chilometro, mentre Anas per i suoi cantieri ne prevede 20mila.
Reazioni furiose
A livello nazionale l’Anci ha già preso posizione, ipotizzando come rappresaglia che i sindaci sollecitino i vari ministeri in relazione alla messa in sicurezza di caserme ed altri edifici. Nicola Rossi, sindaco dem di Copparo, partendo dalla lettera del ministero («eravamo capaci tutti di rispondere in questa maniera»), lancia un avvertimento: «Sul territorio comunale vi sono i ponti di Sabbioncello e Fossalta, sul Volano, i cui problemi sono noti da dieci anni. Oggi non vi sono emergenze, ma nel momento in cui un tecnico mi venisse a dire che ci sono pericoli, non avrei alternative alla chiusura. Con i data base non si fanno i lavori». Dal canto suo Fabio Bergamini, sindaco leghista di Bondeno, che ha relazionato su 90 ponti e allegato diversi preventivi d’intervento, si limita a un auspicio: «Ci attendiamo che in futuro venga istituito un Fondo nazionale riservato a questi interventi». —
Stefano Ciervo
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
