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prodotto da rilanciare 

La pera per sopravvivere dovrà essere Internazionale

A; ndrea Tebaldi
La pera per sopravvivere dovrà essere Internazionale

Il Consorzio Igp dell’Emilia Romagna al festival con “Le Donne dell’Ortofrutta” Le testimonianze: puntare sull’export per valorizzare le eccellenze made in Italy

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Quest’anno il Consorzio Pera Igp Emilia Romagna, a Internazionale, ha voluto accendere i riflettori su un prodotto locale che diventa globale e raggiunge le tavole dei consumatori d’Europa e del mondo. Lo ha fatto con un taglio del tutto inedito, dando voce e visibilità a tre donne dell’associazione nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, protagoniste dirette del settore.

Globalizzarsi o morire

A coordinare e moderare la discussione è intervenuto Paolo Bruni, presidente di Cso Italy. «Pensiamo che sia importante - dichiara - capire cosa c’è dietro a un prodotto che viene acquistato ogni anno dal 90% circa delle famiglie italiane e che coinvolge migliaia di aziende agricole e migliaia di lavoratori. Parliamo di produzione locale che diventa globale e che deve necessariamente trovare la strada per arrivare sui mercati di tutto il mondo, pena la decadenza dell’intero settore, la perdita di posti di lavoro, di ricchezza e di opportunità. La nostra produzione - prosegue Bruni - necessita, senza dubbio, di una tutela territoriale, ma deve anche diventare sempre più globale per non soccombere all’aggressività del mercato».

L’importanza della filiera

L’eccellenza produttiva di un territorio e di un prodotto passa attraverso tutte le fasi della filiera a partire dal vivaio, con la selezione di piante in condizioni ottimali per produrre al meglio, e adattabili alle diverse condizioni ambientali. Lo conferma Silvia Salvi, Amministratore di Salvi Vivai. «L’Italia è un paese leader nell’attività vivaistica e le pere rappresentano un’importante fetta di mercato in Europa. Produciamo per tutti i mercati europei con un prodotto italiano che raggiunge altissimi livelli qualitativi, un prodotto che nasce e si sviluppa in un areale che ha una lunga storia legata al vivaismo del pero e nel tempo l’esperienza e la specializzazione in questo settore hanno portato a rendere il legame, tra Ferrara e la pera, forte e unico. La ricerca è un aiuto fondamentale per incrementare la produttività e la qualità del prodotto, ma a oggi le nuove varietà non decollano rispetto al pregio organolettico gustativo della Abate Fetel che resta indiscutibilmente la pera regina in Italia».

Le testimonianze del produttori

La qualità si fa in campo ed è strettamente legata alle capacità dei produttori. La testimonianza di Elisabetta Moscheni produttrice, mette in evidenza il ruolo chiave dell’impresa agricola e la necessità di salvaguardare la produzione.«Ho iniziato a produrre pere Abate - dichiara - per azzardo e scommessa con la mia vita. Ho lasciato la giurisprudenza e ho scelto la terra, con mio marito, cercando libertà e contatto con la natura. Oggi non sono pentita ma mi rendo conto che il lavoro è diventato sempre più burocratico e continuamente soggetto a improvvisi sovvertimenti. C’è un calo di produzione, quest’anno, perché abbiamo la cimice asiatica e, tra l’altro ci sono difficoltà di sbocco commerciale. Serve una grande apertura, opportunità di export con tanti paesi del mondo. Dobbiamo difendere la nostra produzione altrimenti non riusciremo a sopravvivere e in pochi anni perderemo tutti i primati».

Le potenzialità del made in Italy

«Non immaginiamo nemmeno quanto sia importante il made in Italy frutticolo nel mondo - dichiara Alexandra Caminschi- imprenditrice specializzata nell’ esportazione di tecnologie e mezzi tecnici Made in Italy per fare frutticoltura nell’Est Europa. C’è un enorme interesse per il nostro Made in Italy tecnologico, soprattutto in paesi come Azerbaijan, Uzbekistan dove si stanno programmando impianti frutticoli di enormi dimensioni. Abbiamo grandi possibilità di sviluppo di quel mercato anche in termini di consumo perché è sempre più richiesta frutta di alta qualità che solo noi siamo in grado di portare». —

Andrea Tebaldi

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