La Nuova Ferrara

Ferrara

confagricoltura 

Maltempo e malattie Per i risicoltori un’annata disastrosa

«L’Unione Europea è strutturalmente deficitaria di riso, il suo grado di autosufficienza è di circa il 65% e l’Italia rappresenta il principale bacino di approvvigionamento interno alla Ue». Lo...

3 MINUTI DI LETTURA





«L’Unione Europea è strutturalmente deficitaria di riso, il suo grado di autosufficienza è di circa il 65% e l’Italia rappresenta il principale bacino di approvvigionamento interno alla Ue».

Lo ricorda Confagricoltura Ferrara, che prosegue: «Nel 2017 la produzione risicola nazionale è stata di 230.800 ettari, in leggero calo rispetto al 2016; a Ferrara i terreni destinati a risaie sono poco meno di 7.600 ettari, un dato stabile negli ultimi tre anni. Nel corso del primo semestre si registra un notevole calo delle importazioni di riso (-32%), mentre sono in aumento le esportazioni (+4%).

Danni pesanti

Interviene Giampaolo Cenacchi, presidente della Sezione Riso di Confagricoltura Ferrara e di Confagricoltura Emilia Romagna, nonché vice presidente del Consorzio di Tutela del riso del Delta del Po Igp: «L’annata appena conclusa è stata fortemente negativa per il mercato, con prezzi al di sotto dei 30 euro. Per fortuna i produttori associati al Consorzio Igp hanno potuto contare su prezzi minimi garantiti, dai 40 euro per l’Arborio, il Baldo e il Volano ai 45 del Carnaroli, cui vanno aggiunti 9 euro di contributo; questo ha permesso di salvare l’annata. Di tutt’altra gravità la situazione per gli altri risicoltori».

Giampaolo Cenacchi interviene poi sulla campagna in corso: «Non bene, anzi male la campagna 2018 ormai giunta a metà raccolto. Le condizioni climatiche sfavorevoli, l’allettamento e soprattutto il perdurare nella prima decade di agosto di temperature notturne elevate che hanno favorito l’insorgere di malattie funginee, poi la temperatura scesa improvvisamente, addirittura sotto i 13 gradi, dal 26 al 29 agosto, che ha colpito le piantine in fioritura, hanno inciso pesantemente sulle coltivazioni. A questo proposito, noi produttori di riso siamo impegnati affinché in ambito assicurativo siano riconosciuti i danni causati dagli eventi atmosferici sopra citati (finora non riconosciuti) che a medio raccolto si possono quantificare in un terzo della produzione».

Bene il calo dell’import

Passando ai dati sulle esportazioni, prosegue Cenacchi, «si può parlare di un segnale positivo, anche se per vedere ricadute effettive sul mercato dovremo attendere il 2019; bene il drastico calo dell’import, noi di Confagricoltura ci siamo sempre impegnati per combattere l’arrivo in Italia del riso da Paesi stranieri che non rispettando alcun disciplinare, non forniscono le medesime garanzie di qualità e salubrità dei prodotti nostrani e che, venendo proposti a prezzi molto bassi, determinano una concorrenza sleale. Siamo impegnati affinché in ambito Ue sia approvata la riforma del disciplinare del Consorzio Riso Delta del Po Igp, auspicando che entro l’anno tutto si concluda positivamente.

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro durante il quale il Presidente del Consorzio Adriano Zanella ha presentato il progetto d’area con 8 milioni di investimenti, finanziati dalle Regioni Emilia e Veneto e dal Ministero. Fanno parte del disciplinare Igp, le varietà Carnaroli, Arborio, Baldo e Volano. Le zone che rientrano nella produzione Igp sono divise tra la provincia di Rovigo e Ferrara. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google