Una targa per il sindaco Il Po si annoia un po’
la giornata Il vero fantasma dei referendum di ieri è Copparo, e qualcuno lo ha evocato nel corso della campagna elettorale. Lo spettro della maxi fusione dell’ex Mandamento deve attendere, chissà...
la giornata
Il vero fantasma dei referendum di ieri è Copparo, e qualcuno lo ha evocato nel corso della campagna elettorale. Lo spettro della maxi fusione dell’ex Mandamento deve attendere, chissà per quanto.
Spostandosi da Tresigallo ai luoghi dell’altro “matrimonio” tra Comuni, il capoluogo lo si costeggia, nulla più. Come fosse un gigante che guarda gli altri fare il grande passo, per vedere l’effetto che fa.
comunque vada sarà un successo
Eccoci a Ro, alle scuole di via Benetti. «Tutto abbastanza tranquillo, perfino troppo», racconta un presidente di seggio. Si materializza il sindaco: «Comune vada a finire – non si sbilancia, Antonio Giannini – ne è valsa la pena e sono soddisfatto. Siamo andati oltre gli steccati politici, abbiamo ascoltato i cittadini, riportato i successi di chi le fusioni le ha già fatte».
Facciamo notare un paradosso al primo cittadino: se il Sì dovesse vincere, i sindaco di Ro e Berra riporterebbero certo una vittoria, ma allo stesso tempo decadrebbero. «Eh, magari poi mi spetta una targa o una lapide commemorativa: sarebbe un sacrificio giusto, con tutti gli onori», sorride Giannini.
La seconda scheda, quella della scelta del nuovo ente, dice Riva del Po o Lavezzola. Mettiamo nel piatto un po’ di scompiglio: perché non pensare a BerRo? «Già, perché non ci hanno pensato?», chiede a sua volta una signora. La crasi, forse operazione un po’ troppo ardita: il primo Comune transex d’Italia deve aspettare.
Placide acque, ma questa è storia
Chi non sarebbe turbato neppure in questo caso è il Po. Il suo corso unisce Ro e Berra più di qualsiasi transizione istituzionale: acque più che ordinate ieri, al limite della noia, la natura oltre la storia. Almeno prima di venire a sapere i risultati.
L’interrogativo comunque resta: è storia quella che si sta scrivendo? «Dovesse vincere il Sì di sicuro – risponde il sindaco di Berra Erik Zaghini – perché la sede del nostro Comune oggi è in via 2 Febbraio, ma un domani potrebbe essere in via 7 Ottobre, la data di oggi. Vincesse il No, invece, nessuno ricorderebbe nulla». —
F.T.
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