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«Il “nuovo” ponte sul Po più elegante e sicuro». E la Regione promette interventi su tutto il fiume

Stefano Ciervo
«Il “nuovo” ponte sul Po più elegante e sicuro». E la Regione promette interventi su tutto il fiume

Ferrara, inaugurazione ufficiale ieri pomeriggio, 8 ottobre, e da questa mattina alle 2 riapertura al traffico solo per i veicoli. Il traghetto? Forse d'estate

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FERRARA. I veneti “sparavano” dagli altoparlanti l’inno di Mameli, innalzando i labari dell’Avis; i ferraresi schieravano i ciclisti in maglia rossa di Ferrara Bike e rispondevano con i tamburi della contrada di San Giovanni. Poi i due cortei si sono incontrati all’altezza della linea stabilita, un po’ spostata in territorio occhiobellese, e tutto si è sciolto nell’abbraccio tra i due sindaci. Così ieri pomeriggio alle 15.40 le comunità di Ferrara e Occhiobello hanno posto fine a quattro mesi di forzata separazione, e riaperto virtualmente il ponte sul Po rimesso a nuovo dall’Anas. Auto e camion hanno ricominciato ad attraversarlo solo questa mattina a partire dalle 2, in anticipo rispetto al programma che prevedeva come primo passaggio assoluto quello del bus delle 5, ma i commenti e gli applausi scroscianti che durante i discorsi d’inaugurazione piovevano soprattutto dai cittadini provenienti dal Veneto, erano lì a dimostrare che per gli abitanti delle due sponde il sollievo stava già prendendo il posto dell’incubo.

E ora si può intervenire sugli altri ponti sul Po, ha promesso l’assessore regionale Raffaele Donini, compreso, si spera, quello di Polesella che si fa carico dei super-Tir sfrattati da Pontelagoscuro.

«Finalmente»

Così, «finalmente», Daniele Chiarioni ha aperto il suo discorso inaugurale, seguito alla poche parole del collega Tiziano Tagliani («importante aver rispettare i tempi e fare le infrastrutture che servono per la sicurezza, anche se i cittadini hanno sofferto disagi»). Il primo cittadino di Occhiobello l’ha vissuta giorno per giorno, questa chiusura, con disguidi e proteste che i suoi concittadini gli riversavano addosso a causa del taglio del cordone ombelicale con Ferrara. «Sono stati mesi pesanti per i pendolari, l’economia e la vita di queste comunità - ha potuto ricapitolare Chiarioni - Ci sono stati fastidi a causa delle polveri, ma cosa dovrebbero dire le maestranze che ci hanno lavorato in mezzo giorno e notte, anche a Ferragosto (applauso, ndr). E il “nuovo” ponte è anche più elegante. Grazie soprattutto ai volontari del servizio di traghetto, andato così bene da limitare l’utilizzo delle nuove fermate del treno».

Traghetto forever

Tra parentesi, il servizio fluviale costato 85mila euro (senza volontari la cifra andava moltiplicata per 4-5) è andato oltre le aspettative, con 145mila passeggeri trasportati in 12mila viaggi. «Magari la prossima estate si potrà riattivare a fini turistici, perché abbiamo assistito alla riscoperta del fiume a misura d’uomo» è la mezza promessa di Chiarioni, che a primavera lascerà la vita amministrativa dopo 38 anni e ha lanciato al suo posto l’assessore Davide Valentini, «al pari di Aldo Modonesi è l’artefice operativo di questo successo, che poteva essere una disfatta. Io e Tagliani non abbiamo preoccupazioni per il “dopo di noi”».

Le regioni dissero

L’impegno di Donini è stato esplicito: «Questa giornata dev’essere un inizio, il primo di una serie d’interventi che noi, Veneto e Lombardia ci assumeremo per rendere sempre più moderni e sicuri i ponti sul Po, che collegano i territori dove si concentra il Pil italiano». Il collega veneto Cristiano Corazzari ha confermato, parlando di «un piano d’investimenti già programmato». Per intanto, il “nuovo” ponte è stato benedetto da ben tre sacerdoti. —

Stefano Ciervo

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