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Tutta la comunità piange don Marcello

Tutta la comunità piange don Marcello

Chiesa gremita per l’ultimo saluto al parroco del paese Il fratello: si sarebbe stupito anche lui di vedere tanta gente

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Picchetti d’onore, un corteo lungo dal duomo a piazza Aldo Moro. Chi non ha trovato posto all’interno della chiesa ha atteso fuori, in silenzio. Nell’attesa che uscisse il feretro di monsignor Marcello Vincenzi. All’interno, una cerimonia densa di momenti di commozione, ma anche in cui si sono raccontati episodi della vita quotidiana del “don”, quasi lui fosse lì ad ascoltare.

la cerimonia

L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, ha tracciato davanti a centinaia di fedeli il profilo del sacerdote, ripercorrendone le tappe, sin dalla sua nomina, negli anni Sessanta. Dalla vicedirezione del seminario, all’incarico nella parrocchia di Baura, fino ai 33 anni trascorsi a Bondeno. «Dove ha chiesto di trascorrere gli ultimi anni della sua vita, regalando molto del suo tempo per costruire rapporti di comunione e favorendo il cammino sinodale della nostra chiesa». Cita il Vangelo di Matteo che parla delle anime dei giusti.

ricordi

«Don Marcello – ricorda l’arcivescovo – ha vissuto libero dalle cose, è stato vicino ai malati, alle case della gente, costruendo pace nella comunità. Per questo – dice con un filo di voce rotta dall’emozione – oggi la sua ricompensa è grande». Attorno all’arcivescovo ci sono tutti i sacerdoti del territorio, che recitano con lui i passaggi dell’eucarestia, in un momento toccante. Il feretro, invece, è scortato da un picchetto dei vigili del fuoco volontari, che lo hanno trasportato a braccia da piazza Moro.

Anticipati dai carabinieri, dalla polizia municipale, dalla Filarmonica “Verdi” di Scortichino e da tutte le associazioni. In chiesa, con i comandanti di carabinieri e polizia municipale, Abramo Longo e Stefano Ansaloni, ci sono il sindaco Fabio Bergamini, il presidente del consiglio, Alan Fabbri, Emanuele Cestari e tutti gli assessori. Il sindaco Bergamini, dall’altare, ha ricordato l’amico, «la grande empatia che permetteva al “don” di entrare in relazione con tutti, sapendo coglierne i bisogni e il perdono. Con quel tono di voce paterno che, da solo, era in grado di rassicurare».

Amichevole anche il saluto di don Andrea Pesci, che cita Giovanni, per il fatto che anche monsignor Vincenzi «versava il vino di Dio e serviva il cibo di Cristo». Perché «ha vissuto di Cristo, che è la cosa più bella, ed in tanti anni ho dovuto alzare la voce con lui solo una volta, quando gli dissi che doveva farsi visitare. Spero mi avrà perdonato».

ringraziamenti e saluti

A don Marino Vincenzi, fratello di Marcello, tocca il compito di ringraziare tutti i presenti e la comunità: «Si sarebbe meravigliato di vedere tante gente qui per lui. Abituato com’era a chiedere: “Perché vi siete scomodati? ”. Da tutti è stato amato e stimato», ricorda. Chiude con le parole di don Benzi: «quando chiuderò gli occhi – recita pensando al fratello – non piangete, perché li aprirò subito dopo e li userò per contemplare l’Altissimo, colui per il quale ho speso la mia vita».

Il feretro riceve l’ultima benedizione poi viene caricato a spalla dai vigili del fuoco volontari, preceduti dal gonfalone del Comune e dai labari delle varie associazioni. All’uscita un applauso spontaneo saluta il feretro prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero cittadino dove, da ieri sera, don Marcello riposa in pace. —

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