Delitto di Ambrogio: chiesti 16 anni per Lara Mazzoni
La pubblica accusa: "Fu omicidio volontario, la donna voleva togliere la vita al compagno Mirco Barioni". I famigliari dell'imputata potrebbero rispondere di falsa testimonianza. Il 9 novembre l'arringa delle difese
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FERRARA - Fu un omicidio volontario, quello di Mirco Barioni, ucciso ad Ambrogio, nel Copparese, dalla compagna Lara Mazzoni il 4 giugno del 2017: con questa convinzione, dopo la lettura degli atti dell’inchiesta, la pm Isabella Cavallari oggi (mercoledì 10 ottobre) ha chiesto al giudice Silvia Marini la condanna della Mazzoni a 16 anni di carcere. Una pena cui è giunta la pm con il calcolo aritmetico tra aggravanti e riduzione del rito abbreviato, smentendo in modo categorico la tesi della difesa che ha sempre sostenuto che quella sera del giugno di un anno e mezzo fa, la Mazzoni non voleva uccidere il compagno e che la tragedia poteva essere giuridicamente rubricata come omicidio preterintenzionale.
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L’omicidio, come si ricorda, avvenne dopo una giornata trascorsa ai Lidi trascorsa da tutta la famiglia: Barioni e la Mazzoni, le due figlie e il fidanzatino della più grande, che furono testimoni prima della lite fra i due nel viaggio di ritorno e poi anche - parzialmente e indirettamente - dell’aggressione della Mazzoni a Barioni, col coltello da cucina davanti casa. La pm Cavallari, nella ricostruzione del fatto, ha evidenziato anche che due familiari della Mazzoni avrebbero fatto “false dichiarazioni”, indicando al loro legale, che svolgeva indagini difensive, circostanze non vere in merito ai comportamenti di Barioni: pertanto la pm Cavallari ha chiesto la trasmissione degli atti alla procura per i due familiari, affinché si valuti la falsa testimonianza.
Il legale della famiglia Mazzoni, Fabio Anselmo, pur non entrando nel merito delle conclusioni dell’accusa - lo farà con la sua arringa difensiva, fissata per il 9 novembre prossimo - sottolinea che «per noi, comunque, non sono fondate le ipotesi della procura, nessuna falsa dichiarazione è stata compiuta da parte dei parenti stretti della Mazzoni e sicuramente la richiesta della procura evidenzia un accanimento verso i familiari che riteniamo immotivato». In linea e sintonia con le conclusioni dell’accusa, l’avvocato di parte civile, Eugenio Gallerani per conto della famiglia della vittima dell’omicidio che in quasi due ore davanti al giudice (l’udienza è a porte chiuse per il rito abbreviato) si limita a sottolineare che «la nostra ricostruzione del fatto come parte civile coincide con la stessa della pm Cavallari: conclusioni cui si giunge leggendo le carte dell’inchiesta e le testimonianze dirette della sera della tragedia»
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