Dipingere gli affetti, un'anticipazione della grande mostra
Dal 13 ottobre una selezione dei capolavori dell'esposizione dedicata alla pittura sacra ferrarese tra Cinque e Settecento che inaugurerà a gennaio
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FERRARA. Sette opere del Cinquecento ferrarese sostanzialmente inedite per il pubblico e un cantiere di restauro pittorico da ammirare dal vivo. Punta a stuzzicare l'appetito dei visitatori il primo assaggio della mostra "Dipingere gli affetti: la pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento" che dal 13 ottobre al 6 gennaio impreziosirà le sale dell'ala sud e dei Camerini del Castello estense di Ferrara, in attesa dell'esposizione più ampia che sarà inaugurata nel gennaio 2019. Un nuovo capitolo del progetto "L'arte per l'arte", ideato, all'indomani del sisma del 2012, dal Comune di Ferrara in collaborazione con Ferrara Arte, per valorizzare il patrimonio storico e artistico della città reso inaccessibile dalle conseguenze del terremoto. Intento di questa nuova esposizione è quello di far conoscere al pubblico la prestigiosa collezione di proprietà dell'Azienda Servizi alla Persona (Asp) di Ferrara, composta da dipinti antichi in origine appartenenti a istituti religiosi assistenziali, da anni conservati nei depositi dei Musei civici.
La rassegna che sarà visibile ai visitatori del Castello a partire dal 13 ottobre (senza incrementi delle tariffe d'ingresso al percorso museale) è stata presentata alla stampa dal vicesindaco Massimo Maisto, dal dirigente del Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara Giovanni Lenzerini, dalla presidente dell'Asp - Centro Servizi alla Persona Angela Alvisi, dal conservatore dei Musei d'Arte Antica Giovanni Sassu, dal progettista dell'allestimento della mostra Francesco Mascellani, e dal restauratore Fabio Bevilacqua, assieme a Ethel Guidi (responsabile Castello Estense) e a Maria Luisa Pacelli (direttrice Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea).
Le sale riccamente decorate dell'appartamento di rappresentanza del piano nobile del Castello Estense ospiteranno una selezione di capolavori che anticipa temi e protagonisti della mostra che inaugurerà il 26 gennaio del 2019 dal titolo "L'arte per l'arte. Dipingere gli affetti: la pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento". L'esposizione si pone l'obiettivo di far conoscere al grande pubblico l'importante collezione di dipinti antichi dell'Asp di Ferrara, depositata presso i Musei Civici cittadini: veri e propri tesori ritrovati, restaurati e ristudiati per l'occasione, che riemergeranno dal buio dei depositi per mostrarsi in tutta la loro bellezza.
Il percorso sarà diviso in due parti. La prima illustrerà lo spirito della futura esposizione, mirante a rievocare i fasti di un'epoca che delegava alla pittura il basilare compito di mediare con il sacro. La mostra intende infatti raccontare il modo in cui, a partire dalla seconda metà del Cinquecento, la rappresentazione di forme naturalistiche, emotive ed empatiche siano diventate il fulcro dell'azione liturgica.
A questa funzione di carattere spirituale, ne corrispondeva però un'altra, legata alla missione dei loro luoghi d'origine: istituti religiosi attivi sul fronte dell'assistenza degli orfani, degli indigenti, dei bisognosi o delle donne in difficoltà. Da questi organismi discende, dopo diversi passaggi di carattere storico e burocratico, l'Asp proprietaria dei beni. Protagonista di questa parte del percorso sarà, tra gli altri, il grande Ippolito Scarsella noto come Scarsellino (1550 circa-1620), soave e malinconico interprete dell'autunno del Rinascimento e dei primi anni del Seicento. Il tema del recupero critico e conservativo di questo patrimonio è al centro della seconda parte del percorso dedicata a Tra Natura e Maniera: la Decollazione del Battista di Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo.
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