Pagano la pizza con soldi fotocopiati
Tentarono di raggirare l'esercente che chiamò i carabinieri. Due ragazzi ferraresi rischiano pene fino agli 8 anni di cella
FERRARA. Erano quattro amici al bar, in un paesotto del Ferrarese, un paio ventenni, gli altri minorenni, e tra una chiacchiera e l’altra pensarono bene di falsificare banconote da 10 e 20 euro: con un fai da te, talmente dozzinale che non riuscirono a piazzarne nemmeno una perchè scoperti subito dal pizzaiolo cui tentarono di rifilarle. Ora, due di loro, i più piccoli sono stati scagionati, perchè hanno riferito di non saper nulla delle banconote.
A processo davanti al gip
Gli altri due, 20enni, rigorosamente ferraresi della provincia, sono sotto processo per spendita di banconote false, roba da 1 agli 8 anni di carcere. Ieri mattina si sono presentati (i loro avvocati difensori) davanti al gip Carlo Negri e al pm Andrea Maggioni, che hanno convenuto che prima di processarli e valutare pena e accessori (giudiziari), debbono vedere il “corpo del reato”, le banconote che furono sequestrate dai carabinieri, per valutarle, perchè se grossolane e palesemente identificabili come false, reato e pena sono attenuati. E verranno prodotte in aula il prossimo gennaio. Loro, dicevamo hanno scherzato, forse troppo. Nel giugno 2014, forse guardando in giro su Internet e anche video tutorial grossolani e discutibili, inventarono il fai da te: provando il metodo giusto, si fa per dire: prima scannerizzano i soldi veri, poi con una fotocopiatrice a colori, riproducono le banconote: da 20 e da 10.
Distribuzione in paese
Dopo la produzione, la distribuzione. Ordinano pizze al pizzaiolo del pase, provano a piazzare la prima da 20 euro, pagando una pizza per 8. Il raggiro non riesce. E il pizzaiolo ci passa sopra. Il giorno dopo, il 20 giugno 2014, ci riprovano con un’altra banconota, 20 euro. Stavolta il pizzaiolo chiama i carabinieri che non usano giri di parole. I ragazzi confessano e fanno ritrovare altre banconote nel loro nascondiglio: le fioriere nella piazza del paese davanti al bar. Il conto lo fa la procura: 3 banconote da 20, stesso numero di serie, 13 banconote da 10, stesso numero e una da 20 con un’altra sigla. Il prossimo conto lo farà pagare in anni di carcere il gip Negri. —
Daniele Predieri
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