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L’aggressione in centro due anni fa: lui geloso la colpì, lei fece denuncia La ritirò: «Era pentito, si stava curando». Il processo va avanti d’ufficio 

Picchiò l’ex fidanzata con un ombrello E poi le chiese scusa «Sono un vero mostro»

Daniele Predieri
Picchiò l’ex fidanzata con un ombrello E poi le chiese scusa «Sono un vero mostro»

La storiaElena lo aveva lasciato da una settimana, Francesco non si dava pace. Una sera di inizio giugno di 2 anni fa, era tardi, 11 di sera, mentre lei camminava sotto i portici di via Spadari, lui...

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La storia

Elena lo aveva lasciato da una settimana, Francesco non si dava pace. Una sera di inizio giugno di 2 anni fa, era tardi, 11 di sera, mentre lei camminava sotto i portici di via Spadari, lui la aggredì, alle spalle, colpendola con un ombrello, senza controllo per la gelosia: «Infuriato, mi urlava “con chi ti sei baciata?”».

Un botto da dietro

Elena racconta che venne colpita da dietro «sentì un botto, un colpo netto, non di punta, di taglio (con l’asta, riferendosi all’ombrello, ndr )», ricordava ieri al processo in tribunale, davanti al giudice Migliorelli e al pm Antonini.

Ricordava anche che arrivò a presentare la denuncia contro Francesco, «perchè capisse che stava sbagliando, che quella era la goccia che aveva fatto traboccare il vaso, pensavo gli potesse servire». Poi Elena decise di ritirare le accuse: «era una persona che ho amato, l’avevo fatto per me e per lui». Lo fece perchè capì che si era pentito: «Lo seppi da altri suoi amici, noi non abbiamo più contatti, lui fa un’altra vita, in un altro paese». Quegli amici comuni le chiesero di ritirare la denuncia perchè lui si era scusato con una lettera che, però, non ebbe nemmeno il coraggio di spedire a lei: la inviò a quegli amici comuni che garantirono: «Mi dissero che era pentito, che si scusava e che sarebbe voluto andare in un centro per uomini maltrattanti».

Quei Messaggi inviati

Francesco dirà lo stesso, poi, ad una amica comune di Elena: mai mettendoci la faccia e il cuore. Con un messaggio Whatsapp all’amica di Elena, anche lei testimone ieri al processo, come i carabinieri intervenuti e i passanti che la soccorsero e che di fatto fecero scappare Francesco dal luogo dell’aggressione, evitando che infierisse su di lei. Francesco scriveva all’amica, rivolgendosi in prima persona ad Elena: «Avrò problemi ora che mi denunci. Ti devo le scuse, non ero ancora pronto a vederti con altri. Mi rendo conto che sono un vero mostro. Ora vado dallo psicologo, due volte la settimana, e sto meglio».

Quella sera del giugno di due anni fa, Elena venne colpita con l’ombrello, poi strattonata e gettata a terra, presa a calci nel costato e nell’addome, da Francesco.

Al Pronto soccorso venne refertata dai medici con una prognosi di 7 giorni, più altri 7: lesioni lievi.

Ma, come abbiamo già scritto pochi giorni dopo perchè testimoni del fatto, se Francesco, quella sera, accecato dalla gelosia «perchè aveva baciato un altro», se avesse avuto altro in mano o se solo avesse usato di punta e non di taglio quell’ombrello...

Lesioni aggravate dall’ombrello

Scriveremmo ora di un processo per reati ben più gravi.

Anche se già grave di per sè il processo in corso, poichè, pur a fronte del ritiro della denuncia di Elena, va avanti d’ufficio per Francesco con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’uso di strumenti atti ad offendere: l’ombrello, appunto. Pena dai 4 mesi ai 4 anni e mezzo, con l’aumento delle aggravanti, il range di condanna previsto dal codice penale. Prossima udienza al 13 novembre quando il giudice Migliorelli, dopo aver concluso l’istruttoria con i testi di difesa, deciderà per Francesco.

Valuterà la pena più adeguata. Lui, però, come accaduto ieri, potrà anche non esserci in aula, delegando il suo legale. Ci vuole coraggio, per chiedere scusa dal vivo ad Elena: chissà che non possa trovarlo, dopo le terapie di “uomo maltrattante”. —

Daniele Predieri

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