«Odori sgradevoli e mosche» I residenti sono esasperati
Al centro della protesta i depositi di letame ai margini dei campi vicini all’Acciaioli Calderoni (Cia): siamo lontani dalle abitazioni, rispettiamo il regolamento
LIDO VOLANO
L’intensità degli odori molesti che si avvertono da Lido Volano a San Giuseppe e spesso fino a Porto Garibaldi varia secondo l’orientamento del vento, ma le proteste per la puzza di letame sono all’ordine del giorno. E sono parecchi i residenti che sono perplessi dalla presenza di letame accatastato in grandi quantità ai margini dei terreni agricoli, in attesa di spandimento. A cascata i disagi si moltiplicano, perché insieme all’olezzo, più o meno pungente, dalle campagne ai centri abitati si propaganoanche le mosche.
la protesta
«È da giorni che ci sono depositi di letame nei terreni vicini all’Acciaioli, tra Nazioni e Volano – è lo sfogo di Luca Zampieri di Vicenza, proprietario di una casa a Lido Volano – e da giorni continuiamo a respirare puzza e ad essere invasi di mosche. Appena apriamo la porta di casa, ne arriva un esercito. Siamo qui perché in questa stagione al mare si sta bene, c’è tranquillità, c’è la sagra dell’anguilla, siamo in pensione io e mia moglie, ma non si respira».
Fino a novembre, «quando termineranno le operazioni di spandimento – spiega Stefano Calderoni, presidente provinciale della Confederazione Italiana degli Agricoltori –, non ci saranno problemi di stoccaggio del letame. Le lamentele hanno fondamento se non vengono rispettate le fasce di rispetto dalle abitazioni, a cui ci atteniamo. Si tratta sempre di procedure regolamentate. Poi, da metà novembre a inizio febbraio c’è lo stop tassativo di 90 giorni per le attività di spandimento del letame».
le regole
La materia non è lasciata all’azione individuale degli agricoltori, ma è disciplinata da norme e da provvedimenti della regione Emilia Romagna, il solo ente competente ad intervenire anche nell’adozione di deroghe. La fascia di rispetto obbliga gli agricoltori a non accatastare letame a distanza inferiore ai 50 metri dalle case.
Senza entrare nello specifico, in quanto ogni caso deve essere valutato dagli organi di polizia competenti, Calderoni ribadisce che «ci sono regole e vanno rispettate. I cittadini hanno facoltà di segnalare eventuali comportamenti scorretti». La proliferazione delle mosche è da attribuire principalmente ai fattori climatici, dato che «sino a fine settembre – conclude Calderoni – abbiamo avuto temperature oltre i 30 gradi».
In questo periodo gli agricoltori sono alle prese con la concimazione di fondo, per preparare i terreni per la futura annata. I prodotti impiegati per concimare i terreni, compresi quelli a ridosso della costa, sono costituiti al 90% di pollina, un concime biologico, derivato dalle deiezioni provenienti da allevamenti avicoli. Gli stessi autotrasportatori che escono dagli stabilimenti devono essere muniti delle necessarie autorizzazioni per il trasporto dei concimi. Ogni passaggio, sino alla destinazione finale, deve essere documentato. —
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