Portabici scomodi e poco sicuri. Stanno arrivando i nuovi modelli
Ferrara. Piazze “sommerse” da biciclette in sosta fuori dagli stalli. Pronta la rastrelliera leggera: legare il telaio sarà più facile
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FERRARA. Via i tremendi “scolapiatti”, scomodi e pure pericolosi per le bici, arrivano gli stalli modello U rovesciata. La rivoluzione delle rastrelliere promette di cambiare il modo di vivere la bicicletta nel centro storico, si spera a partire dalla sicurezza del mezzo meccanico e dalla comodità degli utenti, che non vogliono saperne di “parcheggiare” lontano dal luogo di destinazione e, non trovando stalli liberi, lasciano il mezzo dove capita. «Abbiamo scritto all’Agenzia mobilità per chiedere di accelerare gli interventi» spiegano gli Amici delle bicicletta, che sperano di vedere le prime rastrelleriere “rivoluzionarie” entro ottobre a partire da piazza Verdi.
Piazza “assediata”
Bastava fare un giro ieri mattina (mercoledì 10 ottobre) sul tardi, orario e giornata assolutamente standard, per rendersi conto della situazione nell’area delle piazze centrali. Centinaia di bici, calcolo per difetto, piazzate attorno ad ogni colonna del porticato del Duomo, in fila più o meno ordinata prima e dopo le mini-rastrelliere di via Canonica e all’inizio di via Mazzini, assiepate agli angoli di Galleria Matteotti, letteralmente incastrate l’una all’altra nella decina di stalli di corso Porta Reno. Quasi tutte legate singolarmente, non più a pali e segnali vari visto che le multe da qualche tempo fioccano, né alle rastrelliere “scolapiatti” le cui volute sono troppo basse per incardinare utilmente i telai. Così, tra l’altro, il rischio di furto anche della bici chiusa sale esponenzialmente. Gli stalli disponibili nelle zone strategiche sono di recente diminuiti per via della rimozione di rastrelliere dai portici di Galleria Matteotti, del Duomo, in via don Minzoni, in corso Martiri, spesso a causa delle lamentele dei commercianti. Sono invece aumentati in vie meno centrali, ma proprio per questo restano poco utilizzati.
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Rimedi in arrivo
«Sono problemi che i ciclisti ferraresi vivono quotidianamente - ammette Giuliano Giubelli, presidente della Fiab - Le rastrelliere “scolapiatti” sono poche, scomode e mal costruite: succede non di rado di trovarsi una ruota piegata, o il cambio rovinato, per via d’incastri micidiali. Vanno sostituite, anche se sono recenti e ci rendiamo conto che hanno avuto un certo costo: lo abbiamo chiesto agli amministratori in occasione della recente settimana della mobilità». La Fiab sostiene come alternativa gli stalli in uso in diverse città italiane ed europee, una serie di U rovesciate a forma di rettangolo irregolare, piantate nel terreno a distanza sufficiente da assicurare due bici affiancate. Con questo tipo di stalli è possibile assicurare sia il telaio che le ruote, rendendo la vita molto difficile ai ladri.
Si attendono le mosse dell’amministrazione: la prima dovrebbe essere l’installazione di 40 stalli di questo tipo in piazza Verdi, ma l’idea di base è di sostituire progressivamente buona parte delle rastrelliere attuali.
Sharing, enigma cinese
Bisogna invece aspettare ancora per il nuovo servizio di bike sharing, che prenderà il posto dei due servizi di noleggio (le bici blu-gialle e quelle verdi) di fatto abbandonati per scarso utilizzo e praticità. Il bando estivo del Comune, che puntava a consentire la prenotazione con un’app, lasciando poi la bici ovunque, è andato deserto. Non ha ritenuto di presentate un’offerta nemmeno MoBike, il colosso cinese che sta monopolizzando il servizio in Emilia, avendo aperto di recente a Bologna e Reggio. I cinesi hanno presentato poi un loro progetto sul quale sono in corso trattative. —
Stefano Ciervo
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