Bond “coniugali” Al marito metà del rimborso dato alla moglie
La storiaLa matematica non è un'opinione. La matematica giudiziaria forse sì. La differenza tra i due universi numerici Ubaldo Ferretti ha potuto quantificarla in 2.400 euro che gli sono spariti tra...
La storia
La matematica non è un'opinione. La matematica giudiziaria forse sì. La differenza tra i due universi numerici Ubaldo Ferretti ha potuto quantificarla in 2.400 euro che gli sono spariti tra le righe del Lodo Anac. Ferretti - ex preside, ex dirigente Margherita, ex cliente Carife - non ne fa un dramma. Non si piange per 2.400 euro.
La vicenda
La vicenda è quella delle obbligazioni subordinate di Carife. Nel 2007 Ferretti e consorte vennero convinti a metterci 20.000 euro. Alla data del 22 novembre 2015, giorno della risoluzione, a Ferretti e consorte erano stati restituiti 8.000 euro. Dal giorno dopo iniziò la caccia ai restanti 12.000 euro (6.000 a testa), con i coniugi che hanno dovuto seguire piste necessariamente diverse.
La moglie, avendo un reddito inferiore ai 35.000 euro, ha potuto imboccare la via dell'indennizzo automatico all'80% e si è vista rimborsare i previsti 4.800 euro. Ferretti ha invece chiesto udienza all'Anac presentando un anno fa il ricorso al Fondo Interbancario. Bene, il Collegio arbitrale Anac ha accertato che Ferretti aveva acquistato le obbligazioni subordinate senza essere stato adeguatamente avvertito dei rischi dell'investimento: «Sussiste la prova dell'avvenuta violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza...»; si rileva inoltre la «non adeguatezza dell'operazione rispetto alle caratteristiche dell'investitore».
I conteggi
Si passa a fare i conti e le ragioni perdono consistenza. È vero che Ferretti non era consapevole del rischio, ma visto che nel frattempo gli sono ritornati 14.000 euro (gli 8.000 dell'ammortamento programmato più il rimborso di 4.800 euro della moglie che gli arbitri Anac però conteggiano come 6.000) sui rimanenti 6.000 euro reclamati da Ferretti bisogna farci la tara. O, come scrivono gli arbitri nel Lodo, il difetto informativo di partenza è «progressivamente affievolito in misura inversamente proporzionale alla quota di rimborso già ottenuta». Per prima cosa la base di calcolo della perdita viene dimezzata da 6.000 a 3.000 euro e su questa cifra viene calcolato un ristoro pari a 2/5, questo perché si stima che Ferretti tra il 2007 e il 2015 abbia «consapevolmente sopportato un rischio pari almeno ai 3/5 della perdita». Il ristoro così calcolato ammonterebbe a 1.200 euro. Un po' poco per gli stessi arbitri che, magnanimamente, decidono di applicare ai 3.000 euro l'80% stabilito per l'indennizzo della moglie. Il rimborso di Ferretti sale così a 2.400 euro, la metà dei 4.800 della moglie.
Ferretti commenta: «Però sono stato fortunato, nel 2011 stavo per comprare le azioni Carife, ma all'ultimo io e mia moglie decidemmo con quei soldi di estinguere il mutuo della casa». —
Marcello Pradarelli
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