Il cantiere è in ritardo Stop all’appalto per Palazzo Ottagonale
Intervento di restauro con molte pecche: stop all’appalto Padovani: «Presto un incontro per riprendere i lavori»
Il restauro di Palazzo Ottagonale è in ritardo sui tempi. E quel che è stato realizzato sinora, con l’obiettivo di recuperare quello che un tempo era il Casino Idraulico di Ariano Ferrarese, non convince.
Ecco le ragioni che hanno spinto l’amministrazione comunale di Mesola a risolvere anticipatamente il contratto d’appalto con la ditta impegnata nel cantiere.
«Evidente lentezza nella gestione amministrativa e tecnica». Poi, «precaria gestione delle fasi lavorative». E ancora, «demolizioni non rispettose del valore architettonico del bene» e che, prive del benestare della Soprintendenza, «hanno prodotto situazioni penalizzanti per il buon esito dell’opera». Infine, «il tema della sicurezza più volte disatteso, determinando un alto grado di pericolosità per le maestranze».
Sono le inadempienze contrattuali citate nel documento, approvato dalla giunta comunale di martedì scorso, con cui si è deciso lo stop al contratto che legava l’amministrazione al Consorzio Artigiani Romagnolo con sede a Rimini, che si era aggiudicata la gara d’appalto per i lavori di risanamento conservativo dell’edificio, per un importo pari a circa 366mila euro, al netto del ribasso offerto. Ad eseguire l’intervento era stata poi designata la ditta consorziata L.A. Fanara di Fanara (Agrigento).
Il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani, soppesa le parole. «Posso dire solamente – spiega – che attualmente siamo in fase di transazione: abbiamo già preso un appuntamento con l’azienda che si è aggiudicato l’appalto per trovare un accordo. Non escludo che sia lo stesso consorzio a riprendere in mano il cantiere».
Ma allora perché la risoluzione al contratto? «Ci siamo mossi in autotutela – risponde Padovani – anche perché dobbiamo rendicontare poi il tutto alla Regione».
Ci sono anche fondi di provenienza regionale, infatti, alla base dell’intervento. «I ritardi dei lavori ci sono stati», sostiene il sindaco, anche se, va detto, non insormontabili: il contratto è stato stipulato a giugno e la consegna dei lavori è avvenuta il 3 luglio scorso. Il tempo per la realizzazione dell’intervento era fissato a 240 giorni.
Conosciuto come Palazzo o villa Ottagonale per la forma ad ottagono, l’edificio venne costruito nel 1860 e fu sede del Consorzio di Bonifica.
Versa da una decina d’anni in stato di abbandono. Una volta ristrutturato, il piano terra ospiterà associazioni locali di volontariato, e il piano nobile sarà destinato a funzioni museali e a cerimonie. —
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