Accessi abusivi al sistema informatico Maresciallo a processo
RENAZZOÈ accusato di aver compiuto accessi non autorizzati allo Sdi, il sistema di indagine delle forze di polizia, e dopo un’indagine compiuta dai carabinieri è finito a processo. Sul banco degli...
RENAZZO
È accusato di aver compiuto accessi non autorizzati allo Sdi, il sistema di indagine delle forze di polizia, e dopo un’indagine compiuta dai carabinieri è finito a processo. Sul banco degli imputati, l’ex comandante della stazione di Renazzo, il maresciallo Sandro Vergnani, finito nei guai per una serie di “interrogazioni” ingiustificate avvenute nel 2009, quando era stato querelato da un cittadino straniero per lesioni (sporgendo a sua volta una controquerela). Paradossalmente, come ha riferito ieri in aula l’ex comandante della stazione di Cento, il maggiore Virgillo, a informare i suoi superiori dell’avvenuto abuso era stato lo stesso imputato.
«Mi chiese con fare piccato perché in suo nome fosse stato inserito nello Sdi, cosa peraltro obbligatoria essendoci una denuncia in atto - ha riferito il maggiore - Io gli chiesi come facesse a saperlo e mi rispose che si era autoconsultato. Io rabbrividii, gli feci presente che era vietato e lui mi disse di non sapere di non essere autorizzato».
La vicenda peraltro si inserisce in una fase tutt’altro che serena all’interno della caserma di Renazzo, con rapporti tesi sfociati nella proposta, da parte dello stesso Virgillo, di trasferire il maresciallo al Radiomobile di Cento. A Renazzo però continuava ad andare, e proprio in caserma, stando ai ricordi di Virgillo, avrebbe compiuto gli accessi contestati. Le interrogazioni, peraltro, non riguardavano solo il suo nominativo, ma anche quello di Virgillo (che si è costituito parte civile), di diversi colleghi carabinieri, del magistrato della procura militare di Verona titolare dell’indagine a carico di Vergnani, e del cittadino che lo aveva denunciato.
«Consultazioni ancora meno spiegabili - ha ribadito Virgillo - dal momento che gli accessi erano tutti successivi alla presentazione, da parte del maresciallo, della relazione relativa al suo caso». Scoperti gli accessi non autorizzati, Virgillo aveva dunque informato il comando provinciale, ed era stata avviata un’indagine da parte del Nucleo Investigativo, allora retto dal maggiore Aloisi, che ieri a sua volta è stato ascoltato. Ribadendo che gli accessi allo Sdi si possono compiere solo per motivi di indagine e che solo i comandanti di Compagnia hanno il diritto/dovere di consultarli per controllo. —
A.M.
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