Lavoratori in nero nel laboratorio tessile Scatta la maxi multa
Venivano pagati con vitto e alloggio. Uno di loro era clandestino Operazione dell’Ispettorato del lavoro e della Finanza di Cento
BURANA
Lavoratori “in nero”, retribuiti con vitto e alloggio, ambienti inadatti e pericolosi. È quanto hanno scoperto l’altra sera gli ispettori del lavoro, insieme ai militari della guardia di finanza di Cento, durante un controllo in un laboratorio tessile, che nella frazione bondenese svolge attività di confezionamento maglie, gestito da una donna di nazionalità cinese.
Nel corso del controllo sono stati trovati intenti al lavoro quattro extracomunitari, una donna e tre uomini, di nazionalità cinese. Solo la donna era regolarmente assunta, mentre i tre uomini erano “in nero”, privi di qualunque tutela previdenziale e assicurativa. È anche emerso che uno di questi tre è clandestino e quindi da espellere dal territorio italiane e un altro, pur in possesso di permesso di soggiorno, lavora in nero nel laboratorio da circa un anno.
Gli ispettori hanno quindi provveduto a sospendere l’attività, che sarà revocata solo ad avvenuta regolarizzazione del personale “in nero”, comminando al datore di lavoro la maxi sanzione prevista per lavoro nero, in questo caso 21mila euro. È anche emerso che i lavoratori venivano “pagati” con vitto e alloggio in un appartamento situato sopra al garage e con piccole somme di denaro che il datore di lavoro erogava su richiesta dei lavoratori. Per questo gli inquirenti stanno valutando la posizione della titolare anche per eventuali situazioni di sfruttamento lavorativo.
Gli accertamenti comunque proseguiranno per ricostruire le posizioni lavorative di tutti i lavoratori interessati, anche sotto il profilo della quantificazione dei contributi previdenziali omessi, e si provvederà a informare anche la procura di Ferrara per le violazioni di carattere penale.
I controlli effettuati hanno messo in luce anche evidenti irregolarità in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, quali, a titolo esemplificativo, la mancata effettuazione delle visite mediche obbligatorie e il mancato utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Inoltre i locali di lavori, ubicati in un garage, versavano in uno stato di grande disordine e sporcizia, con cavi elettrici volanti e quindi con potenziali rischi per i lavoratori. –
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