Trovata in Po donna scomparsa 17 mesi fa
I familiari avevano lanciato appelli e affisso volantini anche nel Ferrarese: dalle analisi la certezza che è Ornella Paiato
L’ultimo appello dei familiari appena un paio di settimane fa dalle Tv nazionali e dai giornali locali, a 17 mesi dalla sua scomparsa: «Aiutateci a trovare Ornella». Lunedì scorso, poi il ritrovamento di un corpo nelle acque del Po, tra Taglio di Po e Porto Tolle. E ieri, dopo gli esami tecnici su quel corpo affiorato, la certezza che spegne ogni speranza, che si tratta di Ornella Paiato, la donna che abitava a Santa Maria Maddalena e scomparsa la sera del 6 aprile 2017 tra S. Maria e Pontelagoscuro.
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L’ufficialità è arrivata ieri dopo gli esami eseguiti alla Medicina Legale: la certezza che segue la prima ipotesi degli inquirenti, nata già al momento del ritrovamento del corpo: le scarpe, ancora calzate, nonostante il lungo periodo di permanenza in acqua, erano di un modello piuttosto particolare, ortopediche. E Ornella Paiato aveva problemi di deambulazione, e si spostava aiutandosi con una stampella. Poi nel corso dell’autopsia, è stata trovata una barra di titanio, parte integrante di una protesi, come appunto quella che aveva la donna scomparsa: a questo punto, nessun dubbio, dovuto al numero di matricola della protesi, identificativo dell’operazione e, quindi, della paziente.
La donna era scomparsa il 6 aprile, e per un anno e mezzo i familiari hanno lanciato continuamente appelli e anche sul lato ferrarese del Po avevano affisso volantini alla ricerca di indicazioni sulla donna scomparsa.
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Quella sera di un anno e mezzo fa , secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, Ornella Paiato si sarebbe allontanata da casa a piedi da casa, nella serata: l’ultima a vederla sarebbe stata una vicina e conoscente che avrebbe anche provato ad avviare una conversazione con Ornella, ma lei le rispose che non poteva trattenersi: da quel momento il buio assoluto.
Nonostante gli appelli lanciati dai familiari, anche tramite da Tv nazionali, nessun segnale, nessuna indicazione utile, nulla che potesse alimentare o spegnare definitivamente la speranza. La scomparsa venne notata solo la mattinata successiva, poiché il marito aveva fatto il turno di notte e, quindi, rientrando tardi, non voleva svegliare la donna.
Come di consuetudine era andato a dormire sul divano. In maniera simile, il figlio tornando da una serata con gli amici, era andato dritto in camera sua. La donna, per ingannare i propri familiari, mise dei cuscini nel letto per simulare la sua presenza a letto e così la scomparsa venne segnalata solo la mattina successiva. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di un gesto volontario e le condizioni in cui è stato ritrovato il corpo (in modo parziale), sarebbero dovute solo alla permanenza in acqua e allo scempio fatto da pesci o dall’urto del corpo spostato dalla corrente con sassi e grossi rami. I funerali saranno fissati al più presto. —
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