Bondi-Baltur, è il giorno delle magie
Oggi alle 18 si gioca al palasport. Un faccia a faccia atteso che ritorna dopo diciassette anni
FERRARA. L’ultima volta ci sono state lacrime. E volti da guerrieri. Quelli fieri di Ebeling e Monzecchi, quelli feroci di Calbini e Biganzoli. Ferrara aveva piegato Cento in “gara tre” di finale, tornando in serie A2. Si piangeva anche di gioia, un senso di liberazione volava sui legni del palasport estense: l’anno prima la stessa Cento, con gli sguardi orgogliosi di Carchia, Di Monte e Sabatini, aveva sculacciato gli estensi togliendo loro una promozione che pareva quasi scontata dopo una stagione regolare leggendaria e una coppa Italia vinta. Piangeva anche Cento, quella sera: quasi presaga di una massima serie così vicina eppure lontanissima.
Domenica, ancora al palasport di Ferrara (ore 18), torna il derby. Diciassette anni dopo dall’ultimo folle rivolo di adrenalina. Il primo che non ha il sapore della serie B. C’è tutto, sul menù. Le magie attese dai dioscuri della Lega: Mike Hall, per due volte eletto miglior straniero della A2, e James White che ha tutto per togliere lo scettro al re. Il Michaelinho estense arriva all’appuntamento arrabbiato per la sconfitta di Treviso e col ginocchio dolente. “The Flight” ha invece già preso per mano la Baltur nel debutto contro Piacenza. In settimana c’è stato l’inevitabile giochino dello scaricabarile: “Favorito tu, macché tu sei avvantaggiato”. In realtà non c’è pronostico. E pure il fattore campo conta meno di niente, considerato che il Kleb avrà gran spinta dai fan ma la Baltur sarà seguita da oltre 700 anime. Di sicuro coach Benedetto ha almeno un paio di rotazioni affidabili in più (Gasparin e Pasqualin, senza trascurare Ba), però un generale stato di salute non eccelso. Il collega Bonacina spera in una rapida maturazione dei baby, ma alla fine dalla panchina - Molinaro a parte - rimane un rebus capire cosa si potrà attingere.
Uno contro uno, il derby assomiglia al bilancino del farmacista. Impercettibili differenze. Swann e Mays possono colpire e annullarsi, spostando il crinale - dunque - su altre riflessioni. Due i sentieri su cui potrebbe srotolarsi la sfida. La tenuta atletica di Panni nei confronti di un ex caliente come Moreno, che metterà pressione su entrambi i lati del campo. E, parallelamente, la maturità psicologica dello stesso Moreno che sa di essere un osservato speciale. Due: la resistenza di Chiumenti preso nella morsa di Fantoni e Molinaro. L’assenza del centese Benfatto rischia di essere pesante. Chiumenti sa attaccare dai cinque metri ed è super spalle a canestro. Lì, da mastino, Molinaro può essere decisivo. E poi c’è De Zardo, una carta che può far saltare il banco. Il “bocia” è il meno atteso, può essere la nuova stella. —
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