Comune, il valzer dei dirigenti provoca lo stato di agitazione
Nell’incontro la rabbia dei dipendenti: ora è richiesto un incontro con il sindaco «Volano parole grosse, veniamo denigrati e offesi: tanti sono a casa in malattia»
Comacchio
Si preannunciava accesa ed animata l’assemblea indetta dai rappresentanti sindacali dei dipendenti del Comune di Comacchio, e non sono state disattese le aspettative.
cento voti a favore
Con cento voti a favore sui 103 lavoratori presenti si è ampiamente appoggiata la dichiarazione di stato di agitazione. I punti toccati nel dibattito - tenutosi presso la sala polivalente San Pietro a palazzo Bellini - sono molteplici. Francesco Bertelli, Luca Greco e Gianni Squerzanti, delegati Cgil Cisl e Uil hanno disegnato un quadro poco rassicurante, reso ancora più cupo dalle dichiarazioni di alcuni dipendenti comunali per lo amareggiati.
nuovo regolamento
Ma andiamo con ordine: un nuovo regolamento interno, nuovi incarichi dirigenziali e lo spostamento di alcuni uffici chiave hanno creato il precedente per cui alcuni dipendenti chiamati in causa ponessero l'accento su alcune questioni organizzative e lavorative sin d'ora lasciate sospese. Le richieste di ascolto e di contrattazione, peraltro previste per legge, sono sempre risultate inefficienti creando così uno stato di malumore e fermento innescando proteste che pongono al centro il benessere e la dignità dei lavoratori comunali, indipendentemente dalla carica ricoperta. Spicca peraltro, a seguito di una richiesta formale dei sindacati, l'assenza di un certificato di messa in sicurezza degli edifici adibiti ad ufficio, sia di quelli appena trasferiti sia dei precedenti siti in via Mazzini. «Hanno giustificato gli spostamenti per poter effettuare lavori atti ad abbattere le barriere architettoniche, senza tener conto del disagio provocato a noi dipendenti e alla cittadinanza».
la rabbia dei dipendenti
«Sono i dipendenti, ciascuno con il suo ruolo, a far funzionare correttamente la macchina amministrativa, ultimamente volano parole grosse, veniamo denigrati e offesi, le modalità e le occasioni non mancano. Una decina di noi sono a casa dal lavoro - dicono ancora i dipendenti del Comune di Comacchio - con problemi al nostro sistema nervoso, non si può continuare così».
Nelle mani dei sindacati una responsabilità pesante: da una parte i lavoratori che vogliono essere ascoltati, dall'altra un apparato dirigenziale. Il dialogo e la condivisione ha portato a qualche punto fermo a fine assemblea. Il primo, la dichiarazione, appunto, di stato di agitazione.
sicurezza degli uffici
In più, la richiesta all'Asl per il controllo della sicurezza di tutti gli immobili interessati; infine la richiesta di un incontro col sindaco. Un colloquio fruttuoso, dove sono state evidenziate le numerose criticità di un meccanismo amministrativo all'interno della quale è richiesta sempre più una capacità di adattamento ai cambi di regolamento, riduzione del personale e minori entrate. —
Annalisa Fabbri
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