Mancano strutture per le vie d’acqua Confesercenti: degrado Darsena
Scolamacchia: è un settore strategico poco valorizzato Ci vogliono interventi per il dragaggio e per nuovi attracchi
Allarme sul tema delle vie fluviali. Per la Confesercenti esiste un problema molto rilevante legato alla mancanza di infrastrutture adeguate in grado di garantire una navigazione regolare che possa dare vantaggi allo sviluppo del turismo fluviale, ma anche per sfruttare meglio una risorsa importante per Ferrara e la sua provincia come le vie d’acqua e il relativo collegamento fluviale.
Un settore non più di nicchia
«Come Confesercenti - sottolinea il presidente provinciale Nicola Scolamacchia - quello del turismo fluviale è un tema che ci sta veramente a cuore e non solo perché organizziamo da un decennio la Borsa del turismo di questo settore. Il fluviale non è più un turismo di nicchia, ma sta diventando una realtà come è normale che sia. Basta girare un po’ l’Europa e si può vedere cosa succede su Danubio, Reno, Loira solo per citare alcuni degli esempi più famosi di sfruttamento delle vie d’acqua».
«Qui a Ferrara - continua il presidente della Confesercenti - esistono degli effettivi ritardi, con infrastrutture non adeguate, e quello che è successo di recente alla conca di navigazione di Pontelagoscuro (un guasto alle paratie che ha vanificato un tour, ndr) è solo la punta dell’iceberg, con tante altre carenze, anche la sistemazione dell’impianto di collegamento tra Po e Boicelli resta un problema rilevante. La speranza è che ci sia una concertazione delle tempistiche dei lavori di ristrutturazione, in modo da non danneggiare quelle imprese che sfruttano la struttura».
Il problema darsena
Il tema, secondo la Confesercenti ferrarese, va esteso anche alla darsena fluviale di Ferrara, un luogo strategico perché si trova a pochi passi dal centro storico, ma che ancora non è sfruttato a dovere.
«Nonostante qualche intervento - prosegue Scolamacchia - come la riqualificazione dei Magazzini Savonuzzi e lo spostamento del Sebastian - la darsena di San Paolo continua a non dare quel valore aggiunto che una simile opportunità fluviale potrebbe offrire alla città dal punto di vista turistico. Non sappiamo ancora nulla del Piano periferie che si è arenato, ma al momento c’è ancora tanto degrado in quella zona. Lo specchio d’acqua dovrebbe essere dragato. Inoltre c’è il problema della mancata conoscenza delle percorribilità delle vie d’acqua. Un’infrastruttura fluviale dovrebbe essere come una strada e uno dovrebbe essere al corrente di sbarramenti che compromettono la navigazione. Succede invece di rimanere bloccati per la mancanza di un’adeguata manutenzione. Non solo la Regione ma anche i Comuni devono fare la loro parte».
Canali navigabili da dragare
Il presidente della Confesercenti punta il dito sulla mancanza anche di strutture adeguate lungo i canali navigabili.
«Mancano attracchi e infrastrutture, perché si potrebbe arrivare attraverso delle tappe da Ferrara al Mare per sfruttare meglio i territori intermedi. Deve essere prima il settore pubblico a creare le adeguate infrastrutture fluviali, solo così si incentiva l’investimento delle imprese. Faccio l’esempio dei Navigli a Milano, dove si è valorizzato e trasformato in una ricchezza quello che un tempo era un degrado».
L’idrovia Ferrarese
Il discorso poi inevitabilmente scivola sull’idrovia ferrarese con ancora tantissimi progetti in cantiere ma che ancora non sono decollati. La provincia di Ferrara possiede una ricchezza fluviale che non viene ancora sfruttata a pieno. E questa è una sfida per il futuro.
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