Aggressore con l’acido, stalker seriale. Spuntano le persecuzioni alle altre ex
Ferrara, messaggi morbosi e gomme tagliate: la penultima vittima impiegò quattro mesi per ottenere un divieto di avvicinamento
FERRARA. Un uomo che perseguita le donne, da anni. Una scia di violenza fermata lo scorso sabato con il suo arresto dopo l’ennesimo gesto estremo: donne diverse, almeno tre, tutte più o meno simili e terrorizzate dallo stesso uomo, 31 anni, di Ferrara.
Le vittime
L’ultima vittima è una ragazza di Copparo, di 26 anni, colpita al volto e sul petto con l’acido in pieno centro a Ferrara, in una sera di festa tra centinaia di persone. La loro storia è finita ad agosto, a lasciarlo è stata lei. Lui ha iniziato ad essere pressante, sempre più. È divenuta un’ossessione. Sono cominciate le persecuzioni; l’ha picchiata ed è stato denunciato. Non si è fermato, peggio. È finito ai domiciliari solo dopo averla ustionata.
La notizia, raccontata ieri dalla Nuova, ha aperto il sipario sul passato del ragazzo, portando a galla una storia agghiacciante che apre nuovi interrogativi sulla gestione della vicenda.
Nel passato dell’uomo ci sono (almeno) altre due storie finite male e proseguite peggio. Con minacce pesantissime e gesti inqualificabili. Una delle vittime racconta per bocca del suo avvocato, Davide Bertasi.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.17358478:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2018/10/16/news/a-lezione-di-coraggio-da-gessica-notaro-1.17358478]]
La storia
«Quando ho letto l’articolo mi è salita una rabbia che avevo messo solo da parte. Sapevo che prima o poi sarebbe successo di nuovo, non si possono lasciare impuniti certi soggetti che avrebbero bisogno di un programma di recupero e di cure». A rivolgersi a Bertasi, nel novembre del 2017, una ragazza della stessa età e con lo stesso nome della vittima dell’acido. Durante la fase di raccolta di prove, era emerso anche che il ragazzo era già stato segnalato in passato da una sua ex, sempre per lo stesso motivo e per comportamenti analoghi.
«È arrivata in studio accompagnata da sua mamma, spaventata ed esasperata perché la sua vita e quella dei suoi familiari era diventa un inferno». La relazione sentimentale era cominciatanel 2015 e andata avanti fino ad agosto del 2017. E qui un’altra coincidenza: stesso periodo, sempre il mese di agosto. «Lui sembrava un ragazzo normale, come tanti altri – racconta Bertasi – ma quando lei ha iniziato a dare segnali di insofferenza e ha manifestato l’intenzione di dare fine al rapporto, si è trasformato ed è iniziato il calvario». Telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, fino ad arrivare a contare ventotto chiamate perse in poche ore, decine e decine di messaggi a ripetizione e più o meno tutti simili; ma anche pedinamenti e appostamenti: «Restava seduto in macchina sotto casa di lei per delle ore, in una occasione lo ha trovato anche nel giardino ad aspettala... e questo potrebbe bastare, ma invece ci sono fatti ancora più gravi».
Pedinamenti e minacce
Il 23 settembre del 2017 – si legge negli atti – l’uomo ha seguito la ragazza al Festival del cibo, lei era con degli amici e lui ha iniziato ad inviare una serie di messaggi descrivendo ogni passo senza farsi vedere, gettandola nel panico. Il 19 ottobre la vittima era in un negozio di via Bologna con sua mamma, lui ha iniziato a telefonare, lei non ha risposto ed quindi entrato con fare minaccioso, arrivando a sputare a madre e figlia. Le donne sono scappate fuori e salite in macchina. Lui le ha seguite e ha tentato di mandarle fuori strada all’altezza della rotatoria, speronando l’auto.
E ancora, il 5 novembre le ha tagliato le gomme dell’auto, due per l’esattezza, facendosi vedere per poi sparire. Nel corso del tempo ha creato profili falsi e mandato decine di mail al datore di lavoro di lei fingendosi un cliente (di volta in volta diverso) e lamentandosi dell’operato della 26enne.
Intimità violata
«Siamo arrivati anche a minacce di pubblicare foto scattate in intimità su profili Facebook o su siti di un certo tipo, ed anzi lui ha anche affermato più volte di averlo fatto». Lei lo ha bloccato più volte sul telefono e lui ha iniziato a perseguitare la mamma della ragazza, togliendole il fiato e il sonno. «La ragazza è venuta da me a novembre. Sono passati quattro mesi prima che fosse raggiunto dal provvedimento di ammonimento. Poi è sparito».
Sparito dalla vita della 26enne di Ferrara per entrare in quella dell’altra ragazza che ha rischiato di restare sfigurata per colpa di un folle che non riesce a fermarsi. E ad essere fermato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
