Il grande cuore di Ferrara Cardiologia a Casablanca
Oggi la posa della prima pietra dell’ospedale voluto dal professor Ferrari Il primario del Sant’Anna ha raccolto 2 milioni per la struttura per bambini
Il grande cuore di Ferrara e di... Ferrari. Oggi all’ospedale Universitario Chu Ibn Rochd di Casablanca ci sarà la posa della prima pietra per quello che sarà un centro umanitario di Cardiologia Pediatrica, il tutto voluto e realizzato dal cardiologo ferrarese Roberto Ferrari direttore della Cardiologia dell’Ospedale Sant’Anna di Cona e fondatore assieme alla moglie, Claudia Florio di European Heart for Children la fondazione umanitaria di diritto francese stabilita sotto l’egida della Società Europea di Cardiologia nel 2009 quando il professore ne era presidente.
Un investimento da 2 milioni di euro raccolti con il contributo delle offerte e delle iniziative destinate per la realizzazione di questo progetto. Altri fondo saranno messi a disposizione della monarchia marocchina
La soddisfazione per il progetto
«Per me è la soddisfazione più grande - commenta Ferrari - vedere, dopo soli 10 anni la realizzazione di quella che potrebbe essere la soluzione definitiva per bambini con cardiopatie congenite nati in Marocco e nelle zone limitrofe del Magreb. Attualmente la mortalità per malattie cardiopatiche congenite in Marocco è del 36%, ogni anno nascono almeno 5000 bambini con queste anomalie e la maggior parte potrebbe essere salvata se curata appropriatamente. Purtroppo al momento solo due centri possono privatamente (con un costo proibitivo) eseguire qualche semplice intervento. È stato un percorso lungo e difficile. Abbiamo dovuto convincere un ospedale pubblico Chu Ibn Rochd a concederci il terreno per la costruzione di una unità operativa di 3 piani con 2 sale chirurgiche e una di emodinamica che potesse accogliere e curare gratuitamente circa 700 bambini l’anno l’ospedale si farà carico di offrire questi trattamenti gratuitamente, non è poco. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla Cardiologia di Ferrara e a i mie collaboratori che hanno in varie forme partecipato al progetto rinunciando e donando i proventi di una serie innumerevole di corsi e congressi per l’appunto fatti a Ferrara».
La Cardiologia non deve solo curare un cuore, ma deve avere un cuore per chi è meno fortunato di noi e a Ferrara questo cuore c’è e batte molto forte», Continua Professor Ferrari.
Ventisette missioni
Se il progetto del Marocco è il più rilevante, European Heart for Children non ha trascurato altre iniziative. Ha finanziato 27 missioni dove sono stati esaminati oltre 3.200 bambini e 300 operati. Ha contribuito alla realizzazione di un centro ad Aswan in Egitto e ha elargito numerose borse di studio per la formazione di cardiologi pediatrici. Domani si pone la prima pietra per quello che sarà il più importante centro del Magreb tra 2 anni.
«Sono riuscito a convincere molte persone - dice Ferrari - con un semplice esempio. Se si vede un bimbo che sta affogando in un lago, nessuno esiterebbe a gettarsi per salvarlo anche se si rovina un vestito e le scarpe nuove, il tutto per un valore circa di 1.500 euro. Ecco European Heart for Children con 1.500 euro può salvare un bimbo con una operazione di cardiochirurugia e il suo follow up. Molti non sanno che milioni di bambini stanno già affogando nel lago della miseria. Questa semplice analogia mi ha permesso di recuperare i fondi necessari». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
