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La Questura è catalogata di secondo livello. Gabrielli: da 185 a 240 effettivi, ma servirà tempo

Stefano Ciervo
La Questura è catalogata di secondo livello. Gabrielli:  da 185 a 240 effettivi, ma servirà tempo

Ferrara, il Capo della Polizia dopo l'incontro con gli studenti alla Sala Estense ha affrontato tutti i temi "caldi", dalla carenza degli organici ai reati in divisa

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FERRARA. Franco Gabrielli conosce bene Ferrara. Il centro l’ha visitato da primo commissario per il sisma, mettendo il dito in crepe «che oggi ha trovato tutte restaurate o in fase di cantiere» gli ha fatto notare ieri il sindaco Tiziano Tagliani. Il bilancio delle forze dell’ordine impegnate nella città di Federico Aldrovandi e della Gad è materia che un Capo della Polizia si trova a maneggiare con una certa frequenza. Ma la mattinata passata alla Sala Estense, ad incontrare 300 studenti ferraresi, è servita al prefetto per farsi un’idea ancora più precisa della nostra realtà, come è risultato evidente dalle sue risposte ai giornalisti.

Lei di fronte agli studenti ha insistito molto sul concetto di credibilità delle forze dell’ordine, in una città che “ha pagato un prezzo altissimo”. Teme che casi come Aldrovandi e Cucchi possano comprometterla?

«È una preoccupazione più che un timore. Bisogna trasmettere la percezione che chi sbaglia viene individuato e resta comunque una parte infinitesimale di una istituzione». Dal palco aveva detto che chi delinque in divisa lo fa due volte, perché tradisce la fiducia dei cittadini, ma aveva pure invitato gli studenti ad avere «fiducia nelle forze dell’ordine».

Le arrivano di continuo sollecitazioni e gli allarmi per l’inadeguatezza dell’organico della nostra Polizia. Che impegno è possibile prendere su questo tema?

«Da Capo della Polizia mi sono ritrovato il blocco del turn over, in un organico che mostra un’età media di 45 anni, 50 nelle Questure. Non irridiamo l’opinione pubblica, non sono quello che si tiene per sé il tesoretto degli organici, patrigno nei confronti dei territori. In queste ore è in corso il confronto con i sindacati sul Piano di ridefinizione degli organici, che è già stato vagliato dal ministro. Nella nuova definizione ministeriale Ferrara è ricompresa tra le questure di 2ª fascia su quattro (nella prima ci sono le metropoli e le città con maggiori indici di criminalità, ndr), che ha come obiettivo di piano passare dagli attuali 185 a 240 effettivi».

Quali sono gli orizzonti temporali di questo piano?

«Non vendo fumo, oltre al blocco del turn over c’è il problema dei pensionamenti di chi è stato assunto negli anni ’80, ma da due leggi di Bilancio stiamo affrontando la questione. Ci vorrà un tempo significativo per ripianare gli organici. Esiste però anche un tema di contratto di lavoro, perché se si vuole riportare pesantemente gli operatori all’attività in strada, bisogna rendere appetibile la remunerazione del disagio di operare nei festivi, di notte: quando c’è effettivo bisogno, in sostanza».

Resta comunque confermato l’impegno a far arrivare entro ottobre 12 operatori?

«Guardi, il piano di assegnazione è diviso in tre momenti distinti: aprile, tra ottobre e novembre, febbraio. In generale bisogna attendere i tempi necessari per i concorsi e la formazione».

Un ultimo argomento che sta molto a cuore agli amministratori: anche quest’estate, quando si sopprimeva una sagra o una manifestazione di paese, il ritornello era “colpa della Gabrielli”, la circolare post-Torino sulla sicurezza...

«La mia circolare è la saga delle ovvietà, visto che si limita a porre il tema della responsabilità di chi organizza un evento, basato sul secondo comma dell’art. 40 Codice penale: non impedire un evento (morte o lesioni, ndr) che si ha l’obbligo d’impedire, significa assumersene la responsabilità. Dopo la mia sono arrivate altre due circolari, una delle quali dei Vigili del fuoco, che specificano le situazioni. La revisione di luglio riguarda queste ultime. Nella sostanza, i sindaci hanno la possibilità di selezionare gli eventi che vanno portati di fronte a Prefetto e Questore (i più grandi e rischiosi, che necessitano di particolare apparato di sicurezza, ndr) e gli altri se li possono organizzare da soli». Assumendosene, è il corollario, la piena responsabilità.

Stefano Ciervo

 

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