L’allarme del questore «Tanti gli episodi di violenza Troppi per un paese civile»
L’intervista Tutti in prima fila contro le violenze sulle donne. Poi, in concreto quando una donna denuncia, segnala, avvisa, i provvedimenti a sua protezione rallentano, non sono incisivi e spesso,...
L’intervista
Tutti in prima fila contro le violenze sulle donne. Poi, in concreto quando una donna denuncia, segnala, avvisa, i provvedimenti a sua protezione rallentano, non sono incisivi e spesso, purtroppo, arrivano in ritardo, solo dopo che...
Questore, perchè non si velocizzano le procedure, come criticano tanti?
«Non è che siamo lenti - analizza il questore Giancarlo Pallini - dipende da caso a caso. Non c’è lentezza nei nostri provvedimenti, nel senso di sottovalutazione del fenomeno: se può essere capitato un rallentamento è perchè di fronte ad affermazioni di un soggetto non c’erano riscontri, occorrevano verifiche, accertamenti. Che vi sia necessità di accelerare è indubbio, non c’è ombra di dubbio che di fronte a certi fatti si debba intervenire, prima che vi siano effetti irreversibili. Noi stessi abbiamo un interesse ad accelerare il più possibile, abbiamo dovere e cautela nell’intervenire».
L’atto dell’ammonimento (un cartellino giallo, un richiamo, un avvertimento) può aiutare in questa attività di prevenzione.
«E’ un provvedimento amministrativo che deve rispettare certe regole, accertamenti che debbono essere eseguiti per valutare una misura invasiva della libertà personale: il sistema democratico prevede questo».
Ma le violenze aumentano sempre più, non è così?
«Noi abbiamo diffuso dei dati per i quali è aumentato il numero di ammonimenti che abbiamo adottato: vi è la massima attenzione sul fenomeno, nessun abbassamento della guardia, nessuna sottovalutazione. Quando vi sono egli stremi si interviene in maniera netta, chiara e precisa. Abbiamo strumenti che vengono applicati in maniera rigida: purtroppo gli episodi avvengono e come ci dicono le cronache nazionali sono troppi rispetto ad un paese civile».
In un paese civile si dovrebbe lavorare non solo sulla repressione ma soprattutto sulla prevenzione.
«Sul fronte dell’educazione lavoriamo con le scuole, quindi con il Centro donne e giustizia, con i giovani per far acquisire una maggiore sensibilità. Da anni la Polizia si sta battendo sulle violenze di genere, a tutela delle donne. Facciamo e faremo iniziative. Vogliamo esser vicini alle donne: se una donna viene in questura avrà tutta la accoglienza possibile e con gli strumenti che ci sono li applichiamo in modo attento per quanto possibile».
Ma se una donna vive una situazione di disagio, se non peggio, cosa può fare, a chi si deve rivolgere?
«Si affidi a Centri assistenza e di tutela che ci sono a Ferrara e si rivolga alle forze dell’ordine: ma voglio dire che per limitare l’azione di un soggetto segnalato oggi non è possibile che si intervenga subito, in automatico con provvedimenti. Ricordo il caso di un soggetto ammonito che fece ricorso dicendo che non era successo nulla di quanto contestato: spiegò che era stato lui a interrompere la relazione con la compagna e questa per ritorsione l’aveva denunciato».
Un caso limite, i casi sono tanti altri e pericolosi.
«Per gli altri casi, fatti già avvenuti prima, situazioni che ci facciano pensare un pericolo imminente si attiva l’ autorità giudiziaria e poi inizia l’indagine penale». —
Daniele Predieri
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