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Luminarie natalizie nel caos Ascom: progetto ambiguo

Marcello Pulidori
Luminarie natalizie nel caos Ascom: progetto ambiguo

Secondo i commercianti manca chiarezza su numero e tipologia degli addobbi  E sono già molti i negozianti che non intendono versare il contributo volontario

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Luminarie natalizie, ormai ci siamo. Anche per quest’anno s’intravvede una partenza in salita. Diverse sono, difatti, le incertezze emerse nelle ultime ore. Quali luminarie? Dove posizionarle? Ed allestite secondo quali criteri? La storia, insomma, si ripete. E dato che si parla di luminarie, si potrebbe dire che, per ora, questi addobbi non hanno fatto piena luce su come sarà decorato il centro storico durante le prossime feste di Natale. Con annessi anche i tanti dubbi espressi da negozianti ed associazioni.



Vediamo, allora, di inquadrare la situazione. Innanzitutto una premessa fondamentale: il coordinamento e la supervisione di ciò di cui parleremo spetta al tavolo tecnico (costituito da Comune e Provincia), tavolo tecnico cui spetterà anche indicare numero e tipologia delle luminarie da installare. Il Comune ha assegnato ad una Ati (Associazione Temporanea di Impresa) l’organizzazione e la gestione delle tradizionali luminarie che ogni anno vengono allestite durante il periodo natalizio. L’Ati in questione ha due principali “attori” che sono altrettante società: la “Delphi International” di Riccardo Cavicchi, e la “Made” di Alessandro Pasetti. Lo scorso 4 ottobre in municipio gli organizzatori (Cavicchi e Pasetti) hanno presentato alle associazioni di categoria ed ai commercianti le novità 2018-2019. Le luminarie, difatti, resteranno accese dal 17 novembre fino alla Epifania. Presentazione cui era presente anche l’assessore comunale al commercio Roberto Serra. Da qui in poi il sentiero si fa irto di incertezze. Avendo incassato circa 100mila euro dal Comune come compenso per l’organizzazione degli eventi, l’Ati ha l’obbligo di posare le luminarie nei luoghi simbolo del centro.



Ma ecco che si arriva al rebus delle adesioni, cioè il contributo volontario che gli organizzatori si attendono dai commercianti (100 euro a negozio).

Il progetto sarebbe quello di mettere le luminarie nelle principali vie del centro (Bersaglieri del Po, via Canonica, via Mazzini, San Romano, Garibaldi, via Cortevecchia e via Carlo Mayr). Ma gli organizzatori dicono di più: «È quindi evidente - scrivono - che per diffondere in tutte le vie commerciali del centro le luminarie, risulti indispensabile una buona adesione del contributo volontario dei commercianti».

E se, come peraltro da molti negozianti già annunciato, questo contributo di 100 euro non dovesse arrivare? Si andrebbe verso l’ipotesi di luminarie di serie A, e altre di serie B nel caso non si raggiungesse la fatidica quota di 450 contributi volontari? Domande che gli stessi addetti ai lavori, primi gli stessi commercianti, si stanno ponendo.



Arrivano nel frattempo le prime reazioni: «Mi pare un progetto piuttosto ambiguo - dice senza tanti giri di parole Giulio Felloni presidente dell’Ascom - , spero si faccia chiarezza». E un sostanziale simile parere arriva, ufficiosamente, dalla Confesercenti. Quindi? È molto probabile che le decisioni finali, come peraltro già specificato, vengano prese dal tavolo tecnico di cui si parlava in precedenza. Certo è che una maggiore chiarezza sull’intera questione nelle prossime ore appare assolutamente necessaria. —





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