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Preso il rapinatore di Renazzo: la pistola rubata a un agente penitenziario

Giuseppe Mazzone, 40 anni
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Giuseppe Mazzone, 40 anni

La Beretta semiautomatica aveva un colpo in canna pronto a sparare. L'uomo arrestato dai carabinieri di Cento è sospettato anche del colpo all'ufficio postale dell'11 settembre

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CENTO. Era entrato nella farmacia di Renazzo, lo scorso 12 ottobre, armato con una pistola vera, non la "solita" arma giocattolo utilizzata spesso dai malviventi per spaventare le loro vittime. E la stessa arma, con un colpo in canna, si trovava in casa sua, pronta a sparare, quando i carabinieri del Nucleo Operativo di Cento hanno perquisito l'abitazione, trovando conferme ai loro sospetti.

Giuseppe Mazzone, quarantenne originario di Napoli ma residente da qualche mese a Pieve di Cento, si trova ora in stato di fermo con l'accusa di essere l'autore del colpo del 12 ottobre , fruttato 800 euro, ai danni della farmacia di Renazzo. Particolare inquietante, la pistola, con matricola abrasa, è una Beretta calibro 9 Parabellum mod "92 FS" in dotazione alla polizia penitenziaria, rubata nel novembre 2015 a un agente carcerario in servizio alla casa circondariale di Modena.

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Le indagini dei carabinieri si erano subito indirizzate nell'ambiente di alcuni campani gravitanti nel Centese e nelle zone limitrofe, procedendo a una perquisizione domiciliare a casa di Mazzone. Qui hanno trovato lo scooter utilizzato per il colpo (un Piaggio Beverly blu scuro), caschi, guanti, sciarpa e un paio di occhiali da sole usati per il travisamento, e soprattutto la pistola semiauomatica, completa di caricatore con sette colpi. L'uomo nel frattempo aveva fatto perdere le proprie tracce: su di lui pendeva già un decreto di fermo emesso dal sostituto procuratore di Ferrara Ciro Alberto Savino per rapina, furto e ricettazione. Sentendosi braccato, Mazzone si è costituito poco dopo la mezzanotte. L'uomo è soispettato di essere coinvolto anche nella rapina all'Ufficio postale di Cento dell'11 settembre scorso e di altri colpi analoghi compiuti nella zona.

Mazzone si era già reso responsabile di altre rapine, nel Napooletano ed era stato scarcerato nel febbraio scorso dal carcere di Poggiorelale dopo aver scontato una condanna per rapina in concorso. Pochi mesi fa si era trasferito a Pieve di Cento con la famiglia. L'uomo è conosciuto anche come assuntore di cocaina, e il fatto di utilizzare una pistola vera, probabilmente sotto essetto di stupefacenti, lo rendeva un rapinatore particolarmente temibile e pericoloso.

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