Prezzi bassi per mele e pere Produttori in difficoltà
Sono aumentati i quantitativi di frutta ma sono scesi nel contempo i consumi Un mix di eventi negativi rischia di ridurre la coltivazione nel Ferrarese
Tempi duri per i produttori di frutta ferraresi. La stagione sta arrivando all’apice con una constatazione ormai inconfutabile. A fronte di un’offerta analoga, addirittura per alcune varietà un po’ inferiore, la frutta sta registrando quotazioni più basse rispetto allo scorso anno. Queste flessioni di prezzo non risulterebbero motivate dalle condizioni oggettive di produzione, almeno per quanto riguarda l’offerta di pere da consumo fresco in Italia ed in Europa. Il recupero dei quantitativi nella raccolta di mele rispetto ai volumi deficitari dello scorso anno può invece aver condizionato il livello dei prezzi in netta diminuzione rispetto alla passata annata agricola.
Nel 2018 infatti, contrariamente al 2017 in cui le mele hanno avuto un calo per le gelate, c’è stata un’annata di forte produzione. Il fenomeno ha riguardato anche le pere che hanno fatto segnare un aumento del 10% in più. Questa abbondanza di produzione unita al fatto che la stagione estiva per le grande distribuzione non è stata favorevole. C’è stato un calo dei consumi imputabile alla precarietà della situazione economica.
Tutto questo mix di eventi non certo positivi per i produttori ha fatto sì che a differenza dello scorso, dove i compratori avevano accumulato scorte per far fronte alla scarsa produzione, quest’anno invece non hanno avuto analoghe attenzione per cui si è registrato un calo dei prezzi alla produzione. Da fonte “Oi Pera” c’è stata quest’anno una maggiore produzione, ma si è andati incontro ad una serie di criticità nella coltivazione che sono andati dai problemi riscontrati con le cimici asiatiche e le malattie fungine, che hanno aumentato il fardello di liberarsi dalla frutta di minore qualità.
«I prezzi quest’anno – ammette Carlo Alberto Roncarati, produttore di Vigarano Mainarda – sono stati decisamente bassi per chi ha i frutteti, nonostante la buona produzione anche dal punto di vista zuccherino. La filiera fa leva sul produttore che se non guadagna smette di coltivare, per questo motivo occorre assicurare la remunerazione agli agricoltori anche per continuare la produzione nel futuro. Già è difficile lavorare dovendo fare fronte a diverse avversità, a cominciare dalle continue restrizioni nell’uso dei fitofarmaci. Speriamo comunque che da novembre ci sia un’inversione di tendenza per salvaguardare i produttori».
Si registrano cali produttivi anche per i cereali, che mantengono eccellenti livelli qualità, comunque non sufficienti a garantire la redditività delle aziende, nonostante qualche ripresa dei prezzi alla produzione. Per il pomodoro, la diminuzione delle superfici investite più rilevante della regione si registra a Ferrara.
Ed è proprio in questi giorni l’appello fatto da Confagricoltura Emilia Romagna proprio sul pomodoro, perché i prezzi sono scesi ai minimi storici e si rischia il prossimo anno di saltare la produzione con molti produttori che potrebbero scegliere di coltivare altro. —
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