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Vm, sacrifici senza fine. Ora contratto di solidarietà

Fabio Terminali
Un operaio al lavoro all'interno dello stabilimento Vm Motori in via Ferrarese a Cento
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Un operaio al lavoro all'interno dello stabilimento Vm Motori in via Ferrarese a Cento

I vertici aziendali formuleranno l’ipotesi il 18 ottobre durante l’incontro con i sindacati. Partenza già a novembre, appena chiusa la cassa integrazione

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CENTO. Una volta scaduta la cassa integrazione, che sarà spalmata da oggi (17 ottobre) al 31 ottobre, potrebbe scoccare l’ora del contratto di solidarietà alla Vm Motori. La direzione dell’azienda metterà sul tavolo questa misura nel corso dell’incontro con i sindacati fissato per domani, giovedì 18.

L’ammortizzatore sociale, che consiste in pratica in una riduzione di orario di lavoro e contestualmente di salario – in accordo con i rappresentanti dei dipendenti –, dovrebbe servire a traghettare, senza dar luogo a licenziamenti, lo stabilimento di via Ferrarese di proprietà Fca oltre le secche della crisi produttiva e di mercato.

Fino a primavera

C’è già un’ipotesi di durata: sei mesi a partire da novembre. Ancora da delineare quanti, tra operai e impiegati, saranno coinvolti da questa nuova fase di sacrifici.

«Non siamo di fronte a una questione simbolica – dice Samuele Lodi, segretario generale della Fiom-Cgil di Ferrara – perché dire “contratto di solidarietà” è come dire “esuberi temporanei”. Certo, gestiti al posto dei licenziamenti. Ma, in attesa dell’ufficialità, questo testimonia la profonda incertezza che si sta vivendo in Vm».

La Cig di fine ottobre

Un’instabilità della fabbrica centese che nel contesto di Fca, al di là dell’era post Marchionne che si è aperta, non è una sorpresa. Così come non lo è la nuova Cig, che parte oggi per poi coprire per intero le ultime due settimane del mese: riguarderà 645 lavoratori, di cui 560 operai del settore autotrazione/flusso V6 e logistica, e 85 tra impiegati e quadri. «Si conferma quello che andavamo dicendo da tempo – ricorda Lodi –, mentre gli altri sindacati ci davano dei disfattisti... Purtroppo, questa è la realtà e non siamo soddisfatti: siamo molto preoccupati invece».

Mercato in difficoltà

La Fiom non è ottimista circa gli ultimi dati di mercato che dovrebbero essere comunicati domani dai vertici aziendali. «La difficoltà sul mercato americano è evidente, anche per via del fatto che l’80% della produzione della Vm guarda proprio agli Stati Uniti. Purtroppo però i nostri motori diesel – sostiene ancora Lodi – sono montati ancora sui vecchi modelli di veicoli Ram, mentre i clienti chiedono il tipo nuovo».

Allo stesso modo si attende la messa in produzione del nuovo motore, «si parla del 2019 ma anche su questo fronte non ci sono certezze», rimarca il sindacalista Fiom.

Nel 2017 stessa formula

Tornando indietro nel tempo, il contratto di solidarietà venne impiegato a Cento dal 20 marzo fino al 30 settembre 2017. In quella circostanza l’accordo si applicò a 835 lavoratori su un totale di 1.225 dipendenti, escludendo gli addetti dei reparti di ricambi, di ricerca e sviluppo e gli staff centrali. La riduzione dell’orario di lavoro fu piuttosto pesante: in media del 50%.

Per giustificare la misura allora si citò anche il dieselgate. Chiusa quella fase, si manifestò una crescita dei volumi sui nuovi motori diesel 2017 e nel luglio dello stesso anno venne stabilizzato un centinaio di lavoratori a termine. —


 

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