Ati attacca Ascom sulle luminarie «Pagate il contributo»
Gli organizzatori del Natale in centro passano all’attacco «Così si obbedisce solo a piccoli interessi di bottega»
Anche quest’anno le nuove luminarie fanno esplodere vecchie polemiche in un rito tutto ferrarese con l’avvicinarsi del Natale. L’Ati composta da Delphi International, Made Eventi e Sapori d’Amare, organizzatori degli eventi di Natale e Capodanno a Ferrara, attacca senza mezzi termini il presidente Ascom, Giulio Felloni.
«Ci lasciano sbalorditi e sconcertati - dicono le tre aziende - le dichiarazioni del presidente Ascom, Giulio Felloni, in merito alla questione luminarie. Felloni è molto impreciso (per usare un eufemismo) nella sua ricostruzione del progetto luminarie. Ci sono stati due incontri con i vertici Ascom, presente lo stesso Felloni. Nel primo le luminarie presentate dall’Ati non sono state ritenute valide da Ascom che chiedeva di estendere a tutte le vie del centro il tetto di stelle che lo scorso anno aveva addobbato piazza Trento Trieste e che – a loro stesso dire – aveva avuto un bell’impatto. Abbiamo avuto un secondo incontro nel quale abbiamo presentato un rendering del tetto di stelle in tutte le vie del centro, come da loro richiesto. Da quel momento nessuna risposta. Nonostante lo stesso Felloni avesse dichiarato che se avessimo proposto il tetto di stelle in tutte le vie del centro, Ascom avrebbe addirittura fatto una conferenza per appoggiare il progetto».
Per l’Ati non risponde assolutamente a verità il fatto che non ci sia chiarezza sulla soglia contributiva.
«Negli ultimi anni - sostengono gli organizzatori - c’è stato un calo della contribuzione dei commercianti. La soglia da raggiungere è quella minima dei 450 contributi volontari. Felloni dice che non si capisce cosa e quanto si debba versare. Questa è una dichiarazione davvero sorprendente. Il contributo è di 100 euro (iva compresa e cioe 81 euro di imponibile) come è sempre stato da anni a questa parte, senza alcuna aumento, anzi abbassato a 90 (sempre Iva compresa) se il commerciante pagava subito il contributo in un’unica soluzione. Ci rattrista vedere che anche quest’anno il contributo per le luminarie venga utilizzato come merce di scambio politica e come materia di contendere con il Comune. Così non si fa il bene della città, ma si obbedisce solo a piccoli interessi di bottega». —
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