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«Niente controlli alla struttura d’accoglienza» Nuova denuncia

Nella casa per mamme  con figli segnalate sporcizia e pezzi rotti Il legale si rivolge al Comune: «A quando le verifiche?»

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Non si ferma la battaglia dell’avvocato nel segnalare le pessime condizioni della struttura di accoglienza per mamme con i propri figli, che si trova a Cento. E che, nonostante segnalazioni ed esposti, rimane nelle stesse condizioni, «inadeguate».

La vicenda risale allo scorso 1 ottobre, quando l’avvocato Francesco Miraglia, dell’omonimo studio legale modenese (specializzato in casi di minori allontanati dalle proprie famiglie, alcuni dei quali anche nella nostra provincia), aveva denunciato la situazione in cui si trova una struttura protetta della nostra provincia, dopo la segnalazione (con tanto di fotografie) ricevuta da una mamma inserita nel percorso di riavvicinamento al proprio interno. «Scarafaggi che scorrazzano sulle piastrelle del bagno - diceva l’avvocato -, dove la doccia gronda di ruggine e muffa. Pareti scrostate e piene di crepe e fessure. Fili elettrici pericolosamente scoperti. Questa è una casa famiglia dove alloggiano mamme con bambini, collocati nella struttura dai servizi sociali per allontanarli da complicate situazioni familiari. Una situazione agghiacciante in una provincia, Ferrara, e in una Regione, l’Emilia Romagna, che fanno della cura del welfare d’eccezione un fiore all’occhiello».

l’esposto

Poi lo stesso avvocato, all’indomani dello scoppio del caso, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Ferrara, ma anche alla presidenza della Regione Emilia Romagna, all’assessorato alle politiche sociali regionali, per arrivare ai ministeri della salute e della famiglia, per chiudere con l’autorità del garante per l’infanzia e l’adolescenza. Ecco alcune delle situazioni lamentate: «I bambini sono collocati in lettini con rete metallica esposta, a rischio tagli o contusioni. Le docce presentano evidente sporcizia e pezzi rotti con ruggine. Alcune pareti presentano mattonelle di ceramica rotte dove chiunque potrebbe tagliarsi. Cavi elettrici scoperti, poi insetti (scarafaggi) dentro lo stabile. E alcuni operatori hanno segnalato “limitazioni strutturali”, tanto da consigliare vivamente di non saltare tutti insieme in caso di feste o giochi, poiché la struttura potrebbe non supportare tutto il peso delle sollecitazioni».

lavori e silenzio

Da allora, denuncia ancora l’avvocato, «nessuno in venti giorni dalla segnalazione di sporcizia e inadeguatezza si è preso la briga di ispezionare la struttura di accoglienza a Cento. I gestori della casa famiglia hanno chiamato degli operai per migliorare alcuni aspetti disastrosi dell’edificio. Ma finora né i servizi sociali, né i carabinieri del Nas, né i tecnici comunali e né l’Asl, insomma nessuno, si è preso la briga di fare un controllo per verificare il vero stato della struttura. Stanno aspettando di andarci dopo che una mano di bianco alle pareti e qualche mattonella nuova la renderanno più accogliente? Sappiamo per certo che la Regione ha contattato il Comune di Cento, ma finora non risulta alcuno tipo di verifica delle condizioni igienico-sanitarie», chiude Miraglia. —

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