«Risposte veloci quando una donna denuncia stalking»
Il procuratore Garau: nuova sensibilità negli uffici giudiziari Le vittime abbiano fiducia nelle forze di polizia e magistrati
Quattro casi in nemmeno sette giorni: quattro uomini finiti in carcere, ai domiciliari o bollati come “stalker”per violenze, soprusi, atti persecutori sulle loro donne, compagne, ex fidanzate, conoscenti. Nei quattro casi, la nuova legge sullo stalking ha permesso la linea dura, ha funzionato, ma più volte la sua applicazione viene criticata, anche in questi giorni, a Ferrara. «La legge è cambiata rispetto prima, ma non è che non ci fossero gli strumenti: anche prima si potevano chiedere misure per violenza privata, maltrattamenti in famiglia. Ciò che è cambiato realmente è la sensibilità: noi inquirenti siamo diventati più bravi su questi argomenti, tutti si sono specializzati, sia uffici giudiziari che polizia giudiziaria. Noi come procura abbiamo le nostre armi, carabinieri e polizia, reparti specializzati ». Andrea Garau dirige l’ufficio della procura dal giugno scorso: procuratore capo, è lui a fotografare cosa c’è dietro quei 4 provvedimenti, adottati nei confronti dei 4 uomini persecutori. A fronteggiare, anche le critiche.
Quattro magistrati al lavoro
«Per quanto riguarda l’ultimo episodio (lo stalker seriale, che lanciò una sostanza acida in faccia all’ex fidanzata, ndr) abbiamo dato risposte repentine, come facciamo sempre. In procura i magistrati dell’area specializzata (violenze di genere, ndr) sono 4, sono tanti. Il modo con cui operiamo è efficace: arriva la denuncia e subito il magistrato si attiva col proprio collaboratore (personale di polizia giudiziaria, ndr) e la vittima viene contattata immediatamente. E se si registra un pericolo immediato scatta la procedura».Poi per indagare, occorrono riscontri e spesso segnalazioni e denunce sono generiche: «Posso dire che sono i numeri di Ferrara a dire che i fascicoli da noi non dormono, non solo su questi fatti. Quando ci arrivano notizie di reato, spesso non sono circostanziate, altre volte le denunce potrebbero essere anche infondate: gli accertamenti vanno fatti, i tempi tecnici rispettati».
Donne disorientate
Ma una donna che viene perseguita, è disorientata, non sa cosa fare, a chi rivolgersi. «Posso dire e ripeto che è diffusa questa nuova sensibilità su questi reati: si rechi dunque nei nostri uffici, dalle forze di polizia, abbia fiducia».
Anche se spesso, queste le critiche, i tempi tecnici potrebbero essere accelerati. «Non credo si possa poter voler di più dai nostri uffici: da questo punto di vista, questo reato non deve essere diverso da qualunque altro, per cui devi fare un processo, raccogliere prove. Da noi i meccanismi sono molto veloci, ogni pm ha personale di pg affiancato, quindi non saprei che dire di più. Certo quello che deve aumentare è la sensibilità su questo problema».
Ossia, passare da meccanismi repressivi a quelli di prevenzione, educazione, fare un salto culturale: «E’ così, ma questo potrei dirlo da cittadino: il mio mestiere è intervenire su reati. Certo preoccupa l’aumento di questi cas, anche da noi i fascicoli crescono, così anche le misure cautelari richieste e pendenti».—
Daniele Predieri
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