Sul comodino la pistola col colpo in canna Preso il bandito della farmacia di Renazzo
Rapinatore braccato si costituisce. Il comandante Lembo: abbiamo neutralizzato una persona molto pericolosa
CENTO
Quando i carabinieri del Nucleo Operativo di Cento sono entrati nell’abitazione di Giuseppe Mazzone, hanno trovato subito nel comodino della sua stanza la pistola, carica e con il colpo in canna, utilizzata durante la rapina alla farmacia di Renazzo.
Insieme alla Beretta calibro 9 Parabellum mod “92 FS”, rubata nel 2015 a un agente della Polizia Penitenziaria di Modena, sono stati rinvenuti anche caschi, guanti, sciarpa, scarpe e un paio di occhiali da sole usati per non essere riconosciuto. Tutto, tranne lui. Mazzone infatti aveva fatto perdere le proprie tracce subito dopo la rapina e poi ieri sera, poco dopo la mezzanotte, si è presentato dai carabinieri di Cento e si è costituito.
Ora l’uomo, ritenuto autore della rapina ai danni della farmacia, si trova in stato di fermo nel carcere di Ferrara e nelle prossime ore ci sarà l’udienza di convalida dell’arresto davanti al Gip. «Abbiamo neutralizzato – afferma Antonio Lembo, comandante della compagnia di Cento – un soggetto pericoloso, sia perché utilizzava armi vere, sia perché faceva uso di cocaina».
Le indagini sono scattate subito. Gli uomini dell’Arma di Cento si sono immediatamente concentrati su un gruppo di cittadini di origine campana che gravitano nel Centese e tra questi, appunto, c’è anche Giuseppe Mazzone: quarant’anni compiuti a settembre, una moglie e tre figli. L’uomo si è trasferito da Napoli a Pieve di Cento insieme a tutta la famiglia poco più di un anno fa, nel maggio 2017, dopo aver scontato una pena nel carcere Poggioreale di Napoli per rapina in concorso.
Dopo il fermo - emesso dal sostituto procuratore di Ferrara, Ciro Alberto Savino, per rapina, furto e ricettazione - i carabinieri hanno effettuato subito un’altra perquisizione. Ed è stato trovato anche lo scooter (un Piaggio Beverly blu scuro, a lui stesso intestato) utilizzato sempre per il colpo di Renazzo.
Non solo la pistola utilizzata e illegalmente detenuta era carica e pronta a sparare, ma era anche nelle mani di un uomo che, come hanno riferito i carabinieri, assumeva costantemente cocaina. Un mix pericolosissimo che avrebbe potuto, anche banalmente per errore, rivelarsi fatale.
Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia centese per capire se Giuseppe Mazzone è coinvolto anche nella rapina avvenuta lo scorso 11 settembre nell’ufficio postale di Cento e in altri reati simili effettuati nel corso degli ultimi mesi nelle province vicine. –
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