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Vongolari in aree inquinate A processo due ditte ferraresi

D.B.
Vongolari in aree inquinate A processo due ditte ferraresi

L’inchiesta era iniziata nel 2014 a Venezia: è stato ridotto il numero degli indagati Ancora a rischio 42 persone e 14 società, comprese la Logonovo e la Da.mas

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La vicenda risale al maggio 2014, quando la Procura di Venezia decise di aprire le indagini nei confronti di 130 persone e 30 società, ritenute colpevoli di commerciare vongole raccolte in zone inquinate in mare a Venezia, e poi messe sul mercato con coperture di società. Fra gli indagati anche 14 persone e 5 aziende della nostra provincia. Il numero complessivo delle persone sotto processo nel tempo si è notevolmente ridotto, tanto che ora in tutto aspettano una sentenza 42 persone (2 ferraresi) e 14 società (2 della nostra provincia). Questo perché gli altri hanno patteggiato, finendo per essere denunciati o sanzionati. L’ultimo appuntamento in tribunale (a Venezia) era previsto la scorsa settimana, ma è stato rinviato a giovedì 25 ottobre. Il motivo? La richiesta di un supplemento di perizia.

la vicenda

La maxiinchiesta della Procura di Venezia (denominata “Laguna reset” era stata seguita dalle Fiamme gialle del reparto aeronavale della Guardia di finanza. Gli investigatori hanno lavorato con intercettazioni, ma anche appostamenti e pedinamenti, per scovare un enorme giro di pesca di frodo. Secondo le tesi degli inquirenti, infatti, lo snodo fondamentale di tutto era la pesca di vongole in laguna a Venezia, in zone in cui questa pratica è assolutamente vietata, alla luce degli indici di inquinamento riscontrato in zona. Nonostante questo divieto, tuttavia, coloro che sono ritenuti a vario titolo i componenti del gruppo avrebbero pescato eccome: non solo contravvenendo a un divieto, ma anche contribuendo a mettere in commercio un prodotto inadatto. E provocando, infine, considerevoli danni anche all'ambiente lagunare. Indagati non solo pescatori, comparivano infatti degli intermediari che avrebbero avuto il compito di portare le vongole pescate di frodo nei centri di stabulazione, per i trattamenti che preludono alla messa in commercio.

il patteggiamento

Già l’anno successivo, 31 fra gli indagati patteggiò o pene e sanzioni che andavano da un mese a 18 mesi di reclusione, con multe da 800 fino ad un massimo di 1.200 euro. Hanno patteggiato sanzioni anche alcune delle ditte coinvolte, tanto che sono uscite dal processo tre di quelle ferraresi: Euroittica srl e Goro pesca srl di Goro e M.Gi.B srl (sede legale a Ferrara, operativa a Bosco). Inizialmente sottoposti a custodia in carcere Dario e Massimo Tosetto di Mesola, con condanna a un mese e 10 giorni per Massimo. Nessuna condanna per un’altra sessantina di persone, fra cui 10 ferraresi.

a processo

E così, torneranno in aula giovedì due persone e due società ferraresi, ossia Antonio Cavallari di Comacchio e Jhonny Colosimo di Mesola e le ditte Cooperativa Logonovo srl di Comacchio e la Da.mas srl (sede legale a Mesola, operativa ad Ariano nel Polesine) di Dario Tosetto. —

D.B.

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