Barricato in casa con i fucili In campo l’antiterrorismo
Cinquantenne litiga con la madre sul conto in banca e la minaccia di morte Scatta il dispositivo dei carabinieri: decine di uomini e l’elicottero. Denunciato
Monticelli
Si è barricato in casa con otto fucili da caccia e mille e duecento munizioni, tenendo per circa quattro ore l’intero paese di Monticelli col fiato sospeso. È stato alla fine fermato e denunciato un uomo di 51 anni di Bosco Mesola che dovrà rispondere di minaccia aggravata nei confronti della madre e procurato allarme.
Tutto ha inizio ieri mattina attorno alle 9, quando un amico dell’uomo passa a prenderlo così come concordato la sera prima. Ma lui non apre e non risponde al telefono, anche se tutto lascia pensare che sia in casa. Preoccupato, l’amico avverte la mamma del 51enne la quale arriva davanti alla casa di via Zeffo Rovere a Monticelli e prova entrare e a farsi aprire. Dopo vari tentativi finalmente da una delle finestre si affaccia l’uomo molto alterato e agitato il quale inizia a minacciare pesantemente le persone presenti. La mamma, sapendo della presenza delle armi in casa e considerata l’entità delle parole pronunciate, non perde tempo e chiama i carabinieri di Mesola i quali valutano anche la necessità dell’intervento dei colleghi di Comacchio guidati dal capitano Andrea Coppi.
In pochi minuti, analizzata la situazione e dopo un confronto lampo, partono anche militari da Copparo con il comandante Giorgio Feola. Subito in viaggio verso Monticelli il comandante provinciale Andrea Desideri e un militare negoziatore chiamati per gestire la situazione di emergenza. Vicino alla casa dell’uomo, a nemmeno 250 metri, ci abitano altre famiglie e lui è armato fino ai denti, con fucili che superano tutti il calibro 12: il comandante Desideri valuta anche l’opportunità di far arrivare sul posto due squadre con scudi balistici. Lo spiegamento di forze è davvero consistente, niente può essere lasciato al caso.
Intanto il mediatore, arrivato sul posto, ha convocato i perenti, l’amico e l’ex fidanzata dell’uomo per cercare di costruire un quadro psicologico e capire come agire. Il 51enne ha fatto in passato, e molto probabilmente anche ieri mattina ma bisogna attendere i risultati delle analisi, uso di sostanze stupefacenti e comunque avrebbe qualche problema psicologico. L’astio nei confronti della madre e in generale di alcuni membri della famiglia, sarebbe legato a conflitti di carattere economico e in particolar modo alla gestione delle entrate degli affitti delle terre, a quanto pare non troppo oculata, da parte del 51enne.
La casa è stata letteralmente circondata ed è stato chiesto anche il supporto di un elicottero così da poter controllare dall’alto in caso di fuga. I carabinieri hanno aspettato una mossa dell’indagato prima di decidere di entrare con la forza. Ed in effetti attorno alle 12.30 il 51enne è salito in macchina, è uscito e si è diretto verso Mesola. A quel punto i militari lo hanno seguito e al momento più opportuno bloccato. Sulla sua auto è salito il mediatore e intanto i carabinieri si sono accertati dell’assenza di armi. Dopo un primo colloquio, è stato portato a Ferrara e ancora ieri sera si stava valutando sulla opportunità o meno di un Tso. —
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