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Finita la lunga controversia L’artista pagherà il Comune

Davide Bonesi
Finita la lunga controversia L’artista pagherà il Comune

Melotti donò le sue opere all’ente nel 1999 ma nel 2005 cominciò la causa  Inizialmente condannato a pagare oltre 70.000 euro: alla fine ne darà la metà

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Una transazione per porre fine ad una vicenda che si protraeva ormai da 13 anni, anche se l’ultimo episodio risale al 2011. E così, con la somma di 35mila euro da dare al Comune di Copparo, l’artista ferrarese Renzo Melotti vede concludersi la causa con l’amministrazione.



E dire che tutto era partito nel migliore dei modi, in quel lontano 16 aprile del 1999, quando Melotti comunicava all’allora primo cittadino copparese, Davide Tumiati, di donare al Comune ben 124 opere pittoriche (sue e di altri pittori italiani contemporanei), oltre a materiale bibliografico, manoscritti, carteggi intrattenuti con gli autori di tale opere e altra documentazione di interesse culturale.

Il Comune accettò la donazione con delibera del 20 aprile dello stesso anno. E con una successiva delibera, il 28 giugno 2001 veniva approvato dal Comune il progetto esecutivo per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione delle ex carcere, per creare una pinacoteca in cui inserire le opere di Melotti.

Fin qui tutto bene, ma non essendo seguito alcun rogito notarile, il 7 febbraio del 2005 Melotti revocava la propria volontà di dare seguito alla donazione, chiamando in giudizio il Comune di Copparo. L’ente si costituiva, chiedendo il rigetto della domanda di Melotti e, al contempo, chiedendo la condanna dell’artista a restituire le spese sostenute dal Comune nell’allestimento della pinacoteca, allora quantificate in 288.581,20 euro.



Dopo sei anni di accuse e controaccuse, nel febbraio del 2011 il tribunale di Ferrara decise che il Comune doveva restituire le opere all’artista, il quale a sua volta doveva rifondere all’ente la somma di 72.139 euro. Melotti, però, impugnava tale sentenza, chiedendo di non pagare tale cifra, oltre a pretendere 20mila euro per danni non patrimoniali e il rimborso delle spese per i due gradi di giudizio. Lì iniziò la transazione, terminata con la sentenza n.912 del 30 marzo, con parziale riforma di quella di primo grado, condannando Melotti al pagamento di 60.760,76 euro.



Per l’artista, però, era ancora possibile ricorrere alla Corte di Cassazione, così le parti per porre fine alla lite, hanno raggiunto un nuovo accordo di transazione (curato dallo studio Anselmo di Ferrara), che prevede per l’artista il pagamento, in unica soluzione, di 35mila euro al Comune e le spese di cancellazione dell’ipoteca iscritta a favore del Comune nel 2012. L’amministrazione, invece, paga la spese di registrazione di quest’ultimo atto e l’imposta di registro (1.975 euro). Entrambe le parti si sono impegnate a rinunciare ad ulteriore appelli.

Melotti nel 2011 aveva anche dichiarato di rinunciare alla cittadinanza onoraria di Copparo. Crediamo che nessuna delle due parti abbia voglia di tornare indietro... —



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