Segregata e violentata dall’ex fidanzato
Un 35enne arrestato dalla Mobile dopo la condanna a sei anni in corte d’appello a Milano per stupro e sequestro di persona
LIDO ESTENSI
Ha segregato in casa l’ex fidanzata, l’ha picchiata e violentata. Ora, per quella violenza, dovrà scontare sei anni di carcere. Lui, cittadino svizzero di 35 anni, da qualche tempo domiciliato a Lido Estensi, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Ferrara, su ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano. E accompagnato in carcere.
L’uomo è stato condannato a sei anni di reclusione perché nel 2009 a Busto Arsizio (Varese) si è reso responsabile di violenza sessuale e sequestro di persona.
notte di orrore
Era stata una notte di orrore quella vissuta nove anni fa da una ragazza di 25 anni a Busto Arsizio. Era fidanzata con il giovane – che allora aveva 26 anni – ma aveva presto scoperto l’indole aggressiva dello svizzero: poco dopo l’inizio della relazione sentimentale, infatti, il giovane era andato in escandescenza insultandola per un fatto marginale e la situazione era precipitata con il passare del tempo.
Così lei aveva deciso di troncare la relazione, ma alla fine del 2009 lui le aveva chiesto un incontro per discutere della loro relazione. La ragazza non aveva acconsentito, ma la sera l’ex fidanzato era riuscito a entrare nella casa della giovane costringendola fino al mattino ad una serie di violenze fisiche e rapporti sessuali forzosi, e impedendole di allontanarsi da casa.
liberata da una telefonata
L’incubo è durato fino a quando, approfittando della telefonata di un vicino di casa che chiedeva se tutto fosse a posto, la ragazza è riuscita a convincere l’ex fidanzato a lasciarla andare al lavoro.
Qualche giorno dopo, trovata la forza di recarsi al commissariato di Busto Arsizio. la vittima, ridotta in condizioni penose, con lividi su tutto il corpo e un taglio al labbro, aveva denunciato l’accaduto.
le indagini
Invitata a farsi medicare in pronto soccorso, la ragazza però non l’aveva fatto, per vergogna. Le indagini degli agenti subito attivate avevano permesso di accertare che il 26enne abitava in Svizzera: così, dopo tutti gli accertamenti, era scattata la denuncia. Poi il processo e, nei giorni scorsi, la sentenza della corte d’appello, l’arresto e il carcere. —
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