Assumono persone con disagi Aziende premiate dal Comune
l’eventoIl progetto si chiama “Dall’accoglienza all’autonomia – Patto per Ferrara” e sta proseguendo per il 13º anno consecutivo erogando complessivamente 120mila euro per il conferimento di...
l’evento
Il progetto si chiama “Dall’accoglienza all’autonomia – Patto per Ferrara” e sta proseguendo per il 13º anno consecutivo erogando complessivamente 120mila euro per il conferimento di Cittadinanza Sociale d’Impresa a 46 aziende che hanno assunto 53 persone svantaggiate (di cui 14 a tempo indeterminato). Promosso e sostenuto dal Comune di Ferrara – ha ricordato ieri l’assessore alla sanità Chiara Sapigni - «prevede un accordo tra enti locali, Azienda Usl, Camera di Commercio, sindacati, aziende no profit al fine di sensibilizzare le imprese e sostenere quelle che accolgono ed assumono persone in difficoltà», in molti casi ex prostitute e carcerati.
E sempre ieri c’è la stata la consegna di un premio a 3 aziende che nel 2017 hanno assunto una persona ciascuno. Si tratta della cooperativa Le pagine settore produttivo culturale – educativo associata a Lega Coop rappresentata dalla presidente Patrizia Luciani che dopo tre mesi con tirocinio cofinanziato ha assunto una persona a tempo determinato prima per 5 mesi e poi per altri 15; della Residenza Caterina settore produttivo servizi di assistenza sociale e residenziale associata a Cna rappresentata da Michele Fiorini che dopo il tirocinio ha assunto una persona per 16 mesi a tempo determinato; a ciascuna azienda il Comune ha consegnato un premio di 2.000 euro ed infine della Cooperativa Sociale Officina 68, settore produttivo tinteggiatura e posa in opera vetri, associata a Confcooperative rappresentata da Luca Bui che ha assunto una persona a tempo determinato, dopo i tre mesi di tirocinio più un mese a carico della stessa cooperativa, prima con un contratto a tempo determinato e poi dal 1 giugno 2018 in tempo indeterminato e per questo il premio ricevuto è stato di 3.000 euro.
L’obiettivo del progetto che ha previsto la presenza di un tutor che ha accompagnato le persone nel percorso, è l’inclusione e l’autonomia delle persone svantaggiate, tentando di superare l’approccio assistenzialistico e cercando così di ridurre i costi sociali, psicologici, economici per le persone e la comunità. —
Margherita Goberti
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