«La Fusione penalizza entrambi i Comuni» Le ragioni del No
OSTELLATO«Troppe criticità nel processo di fusione tra Fiscaglia e Ostellato. Un’idea nata solo qualche mese fa in maniera improvvisa, frettolosa e senza una prima necessaria condivisione coi...
OSTELLATO
«Troppe criticità nel processo di fusione tra Fiscaglia e Ostellato. Un’idea nata solo qualche mese fa in maniera improvvisa, frettolosa e senza una prima necessaria condivisione coi cittadini».
c’è chi dice no
Sono queste le obiezioni del comitato C’è chi dice No espresse ieri nello spazio verde del Museo del Territorio. Il comitato manifesta la «Preoccupazione per la sostenibilità futura dei due territori, visto che quando finiranno i contributi ci si troverà di fronte ad un territorio mastodontico da gestire, con 300 km quadrati e 15 mila abitanti e con risorse sicuramente inadeguate. Una buona politica dovrebbe porre uno sguardo serio verso il futuro».
Lo hanno detto Elena Rossi (assessore del comune di Ostellato) Alessio Duatti (presidente del consiglio comunale) Andrea Zappaterra, Claudio Marchisio, Davide Marchini, Fabio Tosi (vicesindaco di Fiscaglia) Francesco Loche, Massimiliano Bruschi, Massimiliano Mazzini, Roberto Buzzoni e Vanni Barboni.
le ragioni del no
«I cittadini che andranno al voto nel prossimo referendum di dicembre lo facciano con consapevolezza. Se passa la fusione sarà un fardello della prossima amministrazione».
Sui contributi (si parla di due milioni e 400 mila euro dallo Stato in quattro anni e 307 mila dalla Regione l’anno per dieci anni) in particolare la Rossi e Tosi hanno detto che «in base a un loro studio di fattibilità non risulta favorevole il discorso dei famosi contributi, penalizzante per entrambi gli enti. Ostellato godrebbe infatti di una cifra nettamente inferiore rispetto a quella che emergerebbe se la fusione fosse proposta con un comune senza processo aggregante già avuto o ancora in corso».
i contributi
Fiscaglia invece dovrebbe sostanzialmente condividere con Ostellato una buona parte dei contributi spettanti dal suo precedente processo. Altre penalizzazioni emergono dal fatto che i due enti appartengono a due Asp e due Unioni differenti. Invece-hanno aggiunto-studi della Banca d’Italia, evidenziano la buona qualità e gestione ottimale della maggior parte dei servizi in enti tra i 6mila e gli 8mila abitanti o poco più».
Prossimo incontro per il Comitato al circolo Arci di Migliaro lunedì 22 ottobre, ore 21. —
Franco Corli
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