Specialistica, l’Asl annuncia più fondi per le prime visite
I dati raccolti recentemente dalla “Nuova” confermano la carenza a Ferrara Natalini (azienda territoriale): se il Sant’Anna può potenziare lo sosterremo
Quasi otto mesi per una visita oculistica, quattro per una visita ortopedica, un anno e due mesi per un consulto col geriatra, tre per una tac addome, e si potrebbe andare avanti ancora...Fino a qualche anno fa queste scadenze riempivano le agende di molti ambulatori di Asl e Sant’Anna. Oggi, invece, un utente può ottenere l’appuntamento per una visita specialistica o un esame diagnostico nel giro di pochi giorni o di poche settimane, ma deve essere disposto a spostarsi (con i disagi correlati) su tutta la provincia.
Servizi in sofferenza
Dai dati raccolti recentemente dalla “Nuova Ferrara” è emerso un particolare curioso. Le scadenze elencate all’inizio dell’articolo si riferiscono infatti agli appuntamenti proposti agli utenti del Cup l’11 ottobre scorso (dati raccolti dalla “Nuova”)per prestazioni reperibili nel capoluogo: Cittadella della Salute, ospedale Sant’Anna, strutture accreditate.
Queste ultime, in alcuni casi, riescono a calmierare i tempi “sfuggiti” alle altre due strutture sanitarie. La conclusione è che si avverte una carenza di prime visite disponibili sul territorio di Ferrara, dove si concentra una gran parte della popolazione provinciale e dei servizi per la salute. La posizione dell’azienda ospedaliera è nota. Negli ultimi due anni ha aumentato l’occupazione media dei posti letto e il numero dei ricoveri che, sottolineano in ospedale, hanno raggiunto e superato picchi toccati quando il Sant’Anna aveva più posti di oggi. In alcuni servizi sono stati anche potenziati gli organici, come al pronto soccorso, ma la sofferenza resta e viene confermata in alcune giornate dai tempi d’attesa. La chiusura degli ospedali periferici e la capacità di attrazione dell’“hub” provinciale (il Sant’Anna) stanno mettendo a dura prova alcune attività come la Radiologia e lo stesso pronto soccorso. Per potenziare l’offerta ambulatoriale servirebbero però più soldi e più personale: quest’ultimo per alcune specialità (emergenza in primis) è sempre più carente sul mercato.
la ricerca dell’equilibrio
Inoltre l’azienda ospedaliera dipende, per l’offerta di prestazioni ambulatoriali e di diagnostica per esterni, dal contratto di fornitura con l’Asl.
Proprio dall’azienda di via Cassoli è giunta ieri un’apertura sull’ipotesi di aumentare le “prime visite” disponibili nel capoluogo. «Se il Sant’Anna può incrementare l’offerta noi forniremo le risorse - annuncia Nicoletta Natalini, direttore sanitario dell’azienda di via Cassoli - pur ricordando che l’aumento dell’offerta si porta sempre dietro anche un aumento della domanda. Bisogna cioè gestire le risorse con equilibrio in modo da poter rispondere ad esigenze reali. Ferrara, lo ricordo, ha un consumo di specialistica molto più alto di Piacenza che ha una popolazione molto simile. E poi si deve ricordare che nelle strutture del capoluogo si fornisce una grande quantità di visite di controllo grazie alla presa in carico dei pazienti, attività non rilevata dal Cup». Anche Natalini ricorda la difficoltà di trovare professionisti per alcune specialità e ricorda il bando andato deserto per l’assunzione a tempo indeterminato di due pneumologi. «Oggi non serve togliere il numero chiuso a Medicina - commenta - ma aumentare le borse di studio per specializzazione». —
Gi.Ca.
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