Chiesa di Gaibanella pronta fra quattro mesi È partito il restauro
Il tempio di Sant’Agnese è inagibile dal terremoto 2012 Un investimento da 180mila euro per la riapertura
Sono iniziati da pochi giorni giorni i lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale di Sant’Agnese di Gaibanella, necessari a riaprire la chiesa dopo che le scosse del sisma del 2012 ne hanno determinato l’inagibilità. Una notizia molto attesa dagli abitanti di Gaibanella, i quali in questi 6 anni hanno sentito molto la mancanza di quello che non solo è il luogo dove pregare, ma è anche il simbolo de paese.
Anni di chiusura
Molti sono stati infatti i risvolti negativi di questa lunga assenza, dal fatto che una generazione intera di bambini è cresciuta senza conoscere il senso del sacro – visto che le celebrazioni si sono sempre tenute nella sala polivalente dell’asilo – a tutti i matrimoni e funerali che si sono dovuti celebrare altrove. Un lungo periodo nel quale tuttavia i parrocchiani non sono rimasti con le mani in mano: fin da subito infatti con il precedente parroco don Mario Bertieri si sono adoperati per raccogliere fondi, tramite numerose attività che vanno dalle cene alla vendita domenicale di torte, le quali hanno permesso di raccogliere una somma importante, che servirà a svolgere quella parte di lavori non coperti dai fondi regionali per la ricostruzione, e restituire quindi al paese la sua chiesa ancora più bella di prima.
Investimento importante
Grande la soddisfazione del vicario parrocchiale don Domenico Barbieri e del nuovo parroco monsignor Marino Vincenzi, il quale sottolinea in particolar modo “l’importanza della riapertura della chiesa nella vita non solo religiosa ma anche sociale del paese, e in questo senso vedere avviato il cantiere è certamente un segnale molto importante per i paesani”. I lavori, per un importo totale di circa 180.000 Euro, prevedono in particolar modo il rifacimento della copertura, il consolidamento strutturale dell’abside e il restauro delle arelle del soffitto, quest’ultimo motivo principale dell’inagibilità della struttura visti i pericolosi spanciamenti che si sono creati. Salvo imprevisti i lavori dovrebbero durare circa 4 mesi. —
Marcello Ferrari
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