Le luminarie della discordia: i commercianti si dividono
In via Mayr e via Mazzini aumentano i negozianti contrari agli addobbi natalizi. Ma ci sono anche gli storici sostenitori delle luci: tutti dovrebbero contribuire
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FERRARA. Progetto cui manca la necessaria chiarezza? O voglia di alimentare come tutti gli anni la polemica sulle luminarie? Per togliersi qualche dubbio ieri la Nuova Ferrara è andata a sentire il parere dei diretti interessati: i commercianti. Pareri discordi, ma da cui è possibile trarre qualche conclusione, pur lasciando sempre campo aperto ad eventuali colpi di scena.
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“San Romano” era il salotto buono. Oggi appare un po’ sciupata ed i primi a sottolinearlo sono gli stessi negozianti: «Le luminarie natalizie? Io sarei d’accordo - dice Liliana Nutini, titolare di “Giorgio Calzature”, marchio storico - ma serve più chiarezza. Ecco il modulo - ci mostra Liliana - da compilare per il contributo volontario. Diciamo che stiamo valutando».
«Gli addobbi natalizi, anche quelli che questa organizzazione sta proponendo - spiega invece Maria Grazia Guidi della “Gioielleria Guidi”, sempre in via San Romano - credo siano una iniziativa carina e che comunque vada sostenuta. Gli addobbi rappresentano un po’ l’essenza del Natale, e lo dico senza pensare in questo momento alla parte più consumistica di queste feste».
Si cambia via e si cambia negozio. In Via Mazzini entriamo al “Disco rosso” (il negozio è stato aperto nel 1962), “santuario” per chi cerca valigie e pelletteria. «Sono favorevole alle luminarie - dice Marco Bassi, il titolare - , credo si tratti di una tradizione».
Chi non ha neanche un dubbio è Carla Fioresi, titolare della tabaccheria Fioresi di via Mazzini: «Io ho già dato i 100 euro dell’adesione - dice la signora Carla - e credo francamente che tutti i colleghi commercianti dovrebbero farlo. Invece vedo poco entusiasmo: credo che, qui in via Mazzini, su circa 60 esercizi commerciali, più della metà siano intenzionati a non aderire al contributo per le luminarie».
«Noi non aderiamo perché è una scelta aziendale della intera catena - spiega una commessa di Limoni Profumeria, via Mazzini - , io non sono autorizzata a dirle altro».
«Non darò nulla perché non sono affatto soddisfatto di quanto mi è stato proposto - dice Roberto Balboni, titolare di “Gioielli Orientali”, ancora via Mazzini - , gli incaricati dell’organizzazione devono ripassare ma io non intendo cambiare idea. Almeno per ora. Le luminarie le dovrebbe pagare il Comune, magari con un piccolo sostegno dei commercianti, senza altri soggetti intermedi». Ma parliamo di altre località.
A pochi metri di distanza si entra nella storia: Pasticceria Bida, anno d’ inizio attività 1920 (tra due anni il centenario), mentre dal 2002 la pasticceria è gestita dalla titolare Maria Simoni: «Le dico subito che noi non aderiremo al contributo dei 100 euro - , l’anno scorso non ci sono piaciute le luminarie».
Mentre la titolare di “Peter Pan Calzature” sta riflettendo, un altro no agli addobbi arriva da Elisabetta Bonazza, titolare della Elite Parrucchieri di via Carlo Mayr.
Infine la rassegna si chiude con il sì di Luca Rubini, titolare (assieme al socio) di “Nikel” (negozio specializzato in oggettistica e complementi di arredo), negozianti molto noti qui in Carlo Mayr: «Noi aderiremo - mette il sigillo Rubini - ma tanti non lo faranno». —
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