«Il patto tra Ue e Vietnam minaccia riso e tipicità»
Coldiretti denuncia: misure troppo sbilanciate a favore dei Paesi emergenti L’accordo consente inoltre le imitazioni di prodotti a marchio certificato
L’Unione Europea autorizza l’importazione a dazio zero dal Vietnam di 20mila tonnellate di riso semigreggio, 30mila tonnellate di lavorato e 30mila tonnellate di riso aromatico in una situazione di grave difficoltà per la produzione in Italia e in Emilia Romagna.
“Invasione” di riso estero
È quanto denuncia la Coldiretti Emilia Romagna in riferimento al testo dell’accordo Ue-Vietnam adottato dalla Commissione europea nel sottolineare l’ultimo risultato negativo della nuova stagione di accordi commerciali inaugurata dall’Unione Europea con il Canada (Ceta). Il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori, afferma Coldiretti Emilia Romagna, sottolineando che sono queste le decisioni che allontanano i cittadini dall’Ue come ha evidenziato il sondaggio Eurobarometro. Ancora più grave è il fatto – conclude Coldiretti regionale – che l’accordo non prevede l’approvazione dei Parlamenti Nazionali e sarà inviato direttamente a Consiglio e Parlamento Ue per ratifica.
Si tratta – sottolinea Coldiretti regionale – di una decisione sbagliata e contraddittoria in virtù della difficile situazione del comparto per le importazioni di riso da Cambogia e Birmania e alla luce dell’apertura da parte dell’Unione Europea di un’inchiesta sul regime particolarmente favorevole nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo Eba), che prevede la possibilità di esportare verso l’Europa quantitativi illimitati di riso a dazio zero.
Le importazioni da Paesi asiatici che non rispettano le stesse norme sanitarie, ambientali e sul lavoro delle produzioni europee sono – sostiene Coldiretti regionale – la causa principale della crisi del settore risicolo Made in Italy. La campagna risicola – precisa l’associazione– è appena scattata, ma le prime stime danno un calo produttivo, frutto delle condizioni climatiche avverse e dei continui sbalzi di temperatura, ma anche del crollo dei prezzi causato dalle importazioni che ha messo in ginocchio le aziende italiane.
Via libera alle imitazioni
L’Italia – ricorda ancora Coldiretti - è il principale produttore europeo di riso con oltre 4.000 aziende su poco meno di 230mila ettari (di cui 8.000 in Emilia Romagna, quasi tutti coltivati nel Ferrarese), per un fatturato al consumo di circa un miliardo di euro all’anno. L’accordo con il Vietnam prevede peraltro la protezione di appena 38 denominazioni di origine italiane sulle 296 tutelate dall’Ue con la possibilità di utilizzare il termine Parmesan per prodotti di imitazione del parmigiano Reggiano e Grana Padano, ma anche i termini Asiago, Fontina e Gorgonzola potranno continuare a essere utilizzati da chiunque abbia commercializzato in buona fede prodotti della stessa categoria con tali nomi prima del 1° gennaio 2017. Di fatto l’accordo su questi temi ricalca quello con il Canada che ha fatto da apripista legittimando per la prima volta nella storia della Ue la pirateria alimentare. —
Andrea Tebaldi
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