«Ricordiamo sulla lapide il maresciallo Venturello» Badolato torna alla carica
gambulagaEra il 3 aprile 1944 quando, durante l’assalto a una sala gioco di Gambulaga, il maresciallo dei carabinieri Stefano Venturello, presente sul posto, venne prelevato da quattro banditi armati...
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Era il 3 aprile 1944 quando, durante l’assalto a una sala gioco di Gambulaga, il maresciallo dei carabinieri Stefano Venturello, presente sul posto, venne prelevato da quattro banditi armati e poi assassinato per poi assassinarlo in via Gambulaga Masi, dove il giorno dopo fu trovato il cadavere. In precedenza i banditi avevano rapinato 9mila lire.
L’episodio viene rievocato dal consigliere comunale Roberto Badolato, il quale rimarca la mancata iscrizione tra i nominativi della lapide dei caduti di Gambulaga del nominativo del maresciallo Venturello. Il capogruppo della lista Per Portomaggiore in primavera inviò una lettera al sindaco Minarelli, al Centro studi della Memoria Portuense e all’Associazione Onoranze ai Caduti di tutte le guerre.
Nonostante ciò, sottolinea Badolato, «a quasi sei mesi da questa lettera nessuna risposta è pervenuta da parte dei destinatari circa eventuali iniziative messe i campo al fine di dare risposta alla richiesta dei cittadini di inserimento del nominativo».
Ne consegue un’interpellanza rivolta al sindaco «per sapere se e quali iniziative siano state avviate al fine di sanare questa dimenticanza rendendo così, seppur tardivamente, giustizia alla memoria di un servitore dello stato impunemente assassinato e fino ad oggi ignorato», conclude Badolato il quale ricorda che l’episodio dell’assassinio del maresciallo dei carabinieri Stefano Venturello viene raccontato nel secondo volume de “L’Emilia Romagna nella guerra di liberazione”, in un intervento a firma Pietro Alberghi. —
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