Aperta in Certosa l’area Massari, ma ci sono ancora vistose crepe
La preoccupazione di chi ha la tomba di famiglia nella zona: «L’agibilità ora è ok, ma quelle fessure si sono ingrandite»
FERRARA. Si avvicinano le celebrazioni per la commemorazione dei defunti e la certosa monumentale di Ferrara si appresta a diventare completamente agibile dopo sei anni e cinque mesi dal devastante terremoto del 2012. Nei prossimi giorni verranno tolte anche le ultime transenne che delimitano ancora quel poco che rimane della zona chiusa al pubblico. Tutta la Certosa quindi, dopo tanti anni, ritorna nella piena agibilità, ma c’è un però.
Tra le zone che sono state riaperte al pubblico negli ultimi giorni c’è l’area Massari, una delle più colpite dalle scorse del sisma e che già in precedenza presentava dei problemi strutturali. Un’area che ha avuto degli interventi di ristrutturazione, ma che presenta ancora delle grosse crepe tra i muri portanti delle varie cappelle, in particolare in quelle proprio della famiglia Massari che dà il nome all’intero complesso.
LA DENUNCIA
«Mentre esprimo soddisfazione - dichiara Giorgio Ferrari, che ha la tomba di famiglia proprio nell’area Massari - per il fatto che dopo tanti anni finalmente posso mettere un fiore sulla tomba dei miei cari, in una zona che è stata molto tempo compromessa e pericolante, d’altro canto rimango molto preoccupato sullo stato in cui versano alcune edifici di quest’area in particolare la cappella Massari che presenta delle crepe che in questi anni si sono ingrandite progressivamente e destano più di una preoccupazione sulla tenuta dell’edificio. Ho visto che nel frattempo sono stati fatti degli interventi per la ristrutturazioni di alcuni edifici dell’area, in alcuni casi sono stati applicati dei tiranti per assicurare una maggiore tenuta nelle pareti esterne lesionate. Ma rimango perplesso nel vedere lo stato in cui hanno lasciato la cappella Massari, che tra l’altro sia all’interno che all’esterno presenta ancora delle crepe evidenti che cagionano ancora grosse infiltrazioni di acqua, oltre a creare oggettive preoccupazioni sulla tenuta dell’edificio. In un’altra cappella ho notato che esternamente alcune fessure sono atte stuccare, mentre altre sono state lasciate in tutta la loro evidenze».
In effetti avvicinandosi agli edifici e alle edicole cimiteriali che si trovano in area Massari si scorge che la situazione non è migliorata più di tanta, anzi rispetto al terremoto certe fessurazioni si sono ingrandite.
LA SEGNALAZIONE PRIMA DEL TERREMOTO
«Tra l’altro - dichiara ancora Ferrari - prima del terremoto, in presenza di evidenti segni di degrado della Cappella Massari e degli edifici confinanti ho notato le crepe, che allora erano più piccole di quelle di adesso, e avevo segnalato all’azienda che cura i servizi cimiteriali il pericolo che poteva nascere da questa situazione. Come risposta mi dissero allora che non potevano fare molto, in quanto la struttura degradata non è di loro proprietà».
Ferrari ha detto che non mancherà anche in questa circostanza di segnalare a Ferrara Tua come ha trovato l’area Massari dopo la riapertura d’altra parte le sue preoccupazioni sono motivate anche dal fatto che fu tra i primi il 6 dicembre 2009 a denunciare il rovinoso crollo del soffitto in legno di accesso proprio all’area Massari.
IL PRECEDENTE
Proprio in quella circostanza la tragedia fu evitata perché al momento del crollo non c’erano visitatori. Ferrari chiede quindi garanzie su quelle evidenti crepe che campeggiano sui muri. —
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