Dalle mense alle famiglie povere I pasti inutilizzati vanno a buon fine
Partito il progetto solidale “Cibo salvato, cibo mangiato” Una risposta concreta alle fasce deboli della popolazione
COMACCHIO
La solidarietà scende in campo a Comacchio con il recupero dei pasti inutilizzati nelle mense scolastiche e attraverso una rete di attori sociali che provvederanno alla redistribuzione del cibo tra le famiglie più disagiate del territorio.
il progetto
Si chiama “Cibo salvato, cibo mangiato” il progetto rivolto alle fasce più deboli della popolazione, frutto di un accordo tra Comune, Camst, cooperativa Work and Services, parrocchia di Porto Garibaldi e associazione In Cammino verso Maria.
L’iniziativa, definita anche “del buon samaritano”, ha due obiettivi: erogare una risposta concreta ai nuclei che vivono in condizioni di povertà e, in subordine, attuare un processo virtuoso di recupero e riutilizzo delle derrate alimentari fresche, mettendo un freno agli sprechi e alla produzione di rifiuti.
l’intesa
Il protocollo di intesa, di durata triennale, promuove buone prassi, incoraggiando lo spirito di altruismo anche tra gli alunni delle scuole, in un’ottica di scambio e collaborazione reciproca tra pubblico e privato.
Il recupero dei piatti non distribuiti nelle mense delle scuole viene effettuato da volontari che operano all’interno di realtà riconosciute, mentre l’individuazione delle famiglie destinatarie dei pasti spetta ad una commissione di indirizzo, costituita dai servizi sociali (di Comune e Asl), dal servizio Politiche educative e dalle associazioni che aderiscono al protocollo. Una volta esaminati i bisogni intercettati, la commissione di indirizzo definisce i criteri di selezione delle famiglie.
la distribuzione
Modalità e tempi di ritiro e di consegna degli alimenti sono ben definiti nell’accordo, con il preciso scopo di evitare l’interruzione della catena caldo/freddo.
Di contro, gli alimenti che richiedono basse temperature, vengono riposti all’interno di contenitori che impediscono sbalzi di temperatura o contaminazioni con altri cibi. Il recapito dei pasti deve infatti essere assicurato «nel minor tempo possibile e comunque non oltre 30 minuti dopo la consegna – si legge nel protocollo di intesa –, da parte di Camst».
I volontari
«Siamo cinque volontari – spiega Ida Beltrami – che tutti i lunedì, martedì e mercoledì andiamo alla mensa della scuola elementare Fattibello a ritirare i pasti rimasti, non gli avanzi di cibo, sia chiaro. Sono pasti non utilizzati, perché alcuni bambini sono rimasti a casa o perché altri hanno tralasciato il secondo o la verdura o la frutta. A volte restano porzioni di lasagne, pastasciutta, pollo alla cacciatora, tomini al formaggio, ma restano anche tante pagnotte, frutta fresca e verdura».
I cibi vengono poi consegnati nei loro contenitori di alluminio a don Giancarlo Pirini, presidente dell’associazione In Cammino verso Maria, che provvede alla distribuzione immediata. —
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