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«Noi rispettiamo la natura Ma vogliamo anche lavorare»

Caselli (Alleanza coop): vietare  la pesca in quella zona sarebbe catastrofico per tutti E nelle reti le specie protette non riescono ad entrare

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No all’istituzione di aree di rispetto da 3 a 12 miglia dalla costa, per la tutela di delfini e tartarughe. L’appello congiunto di tre regioni Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, associazioni di settore e marinerie dell’Alto Adriatico, da Ravenna a Trieste, è rivolto al Governo, affinché vengano scongiurate le conseguenze della nuova direttiva comunitaria, tesa ad istituire nuove aree SIC (Siti di Interesse Comunitario).

l’intervento

«Vietare la pesca sino a 12 miglia dalla costa in tutto l’Alto Adriatico – interviene Sergio Caselli, presidente di AciPesca Alleanza Cooperative Emilia Romagna - sarebbe catastrofico. Vogliamo un mare sostenibile per tutti, non solo per la tutela di delfini e tartarughe, ma anche per la pesca. Abbiamo sollecitato il sottosegretario al Ministero delle politiche agricole alimentari, Franco Manzato, perché venga riaperto il tavolo del confronto, dopo che l’applicazione della direttiva comunitaria ha ottenuto il rinvio dal 20 settembre scorso al 31 dicembre prossimo».

trovare una soluzione

Urge quindi una soluzione condivisa, per non mettere in ginocchio un comparto, quello della pesca, alle prese con annate difficili, che in Emilia Romagna conta 2. 400 imprese, prevalentemente medio-piccole e che interessa circa 4mila lavoratori. «Come associazioni riteniamo – aggiunge Caselli – che il tema vada approfondito adeguatamente. È dal 2016 che si parla di questo problema, ma non c’è mai stato sinora un coinvolgimento con le parti interessate». Che il mondo della pesca non sia insensibile alla necessità di tutelare specie marine protette, quali sono le tartarughe e i delfini, è un dato di fatto, testimoniato da Mauro Gennari, presidente della rete di impresa Marineria di Goro.

delfini e tartarughe

«Le reti da strascico non pescano mai i delfini – spiega Gennari –, ma può capitare che si infili qualche tartaruga. La tirata della rete è corta, dura due ore circa e la tartaruga resta viva. Una volta a bordo i pescatori usano le tecniche che hanno imparato per non danneggiare il carapace e poterle liberare. Quelle che vengono trovate morte, restano ferite nelle eliche delle barche o perché mangiano la plastica delle maglie delle cozze. Vanno regolamentate le specie».

i pescatori

I pescatori invocano una regolamentazione delle specie ittiche sottoposte a tutela, per impedire che queste prendano il sopravvento, alterando l’equilibrio naturale del mare. Gennari ha partecipato recentemente al tavolo blu regionale: «Anche i rappresentanti delle altre due regioni dell’Alto Adriatico, concordano che non vengano istituite queste aree». —

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