La Nuova Ferrara

Ferrara

Vasta area in mare per proteggere delfini e tartarughe Il no delle Regioni

Annarita Bova
Vasta area in mare per proteggere delfini e tartarughe Il no delle Regioni

Emilia, Veneto e Friuli contro il ministero: a rischio la pesca Il sostegno alle proteste delle marinerie dell’Alto Adriatico 

2 MINUTI DI LETTURA





porto garibaldi

Proteggere delfini e tartarughe creando aree di tutela in Alto Adriatico. In sintesi una grande area in cui i pescatori non potranno accedere. E le marinerie insorgono, così come le Regioni e i Comuni che affacciano sul mare.



Stop all’istituzione da parte del ministero dell’Ambiente, in ossequio alle direttive europee, di nuove aree Sic (Siti di interesse comunitario) e Zps (Zone di protezione speciale) nell’alto Adriatico per la salvaguardia di specie marine vulnerabili come delfini e tartarughe, oltre a vari tipi di uccelli migratori. Questo per consentire il completamento del monitoraggio avviato dai Gruppi di azione locale della pesca (Flag) finalizzato all’elaborazione di una proposta di delimitazione di zone di tutela più ristrette e rapportate alle effettive necessità di salvaguardia delle specie a rischio, in modo da evitare pesanti ricadute sul comparto ittico.



È l’appello contenuto nel documento sottoscritto dagli assessori regionali all’Agricoltura e Pesca di Emilia-Romagna (Simona Caselli), Veneto (Giuseppe Pan) e Friuli-Venezia Giulia (Stefano Zannier) e inviato al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e per conoscenza anche al titolare delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft), Gian Marco Centinaio, a conclusione dei lavori del Comitato di gestione del Distretto di pesca Nord Adriatico, organismo per la gestione di programmi e progetti comuni per lo sviluppo del settore della pesca marittima e dell’acquacoltura.



«Nessuno nega che un’azione di tutela vada attuata», spiega l’assessore regionale veneto Cristiano Corazzari, «ma dev’essere compatibile con il mantenimento delle attività di pesca e acquacoltura lungo le coste. Se qualche tecnico di Bruxelles e Roma pensa di cancellare con un colpo di spugna un’economia vitale per i nostri territori, sappia che non lo permetteremo». L’area interessata è un’ampia fascia marina entro dodici miglia dalla costa e che si estende da Ravenna fino a Grado. Le nostre marinerie, quella di Porto Garibaldi e di Goro, ne farebbero dunque certamente parte. E la preoccupazione è tanta.



Sul tappeto, oltre alla creazione di un’amplissima area Sic per la salvaguardia di delfini e tartarughe marine, c’è anche la proposta del ministero di creare tante piccole aree Zps entro le prime tre miglia dalla costa in tutto il nord Adriatico per salvaguardare gli habitat naturali di varie specie di uccelli migratori. Ecco quindi che le limitazioni sarebbero ancora più forti in un momento certo non felice per il mondo della pesca che sta attraversando una forte crisi.



Per superare le difficoltà evidenziate dagli operatori del settore gli assessori regionali hanno chiesto congiuntamente un incontro urgente al ministro Costa per farsi portavoce delle richieste avanzate delle categorie interessate. Il Comitato di gestione del distretto di pesca nord Adriatico ha deciso di allargare la composizione del proprio Comitato consultivo agli esperti del mondo scientifico. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google