Chicca, 600 chilometri in auto per trovare una nuova famiglia
la storiaQuattro ferraresi domenica hanno trovato una cagnolina abbandonata in Abruzzo e hanno deciso di portarla a Ferrara, dove ha trovato una nuova casa e persone pronte a donarle tanto amore.Ecco...
la storia
Quattro ferraresi domenica hanno trovato una cagnolina abbandonata in Abruzzo e hanno deciso di portarla a Ferrara, dove ha trovato una nuova casa e persone pronte a donarle tanto amore.Ecco il racconto di uno dei protagonisti.
Mi chiamo Stefano, sono di Ferrara e questo weekend ho deciso di andare a trovare miei parenti in Abruzzo con la mia ragazza, Giulia, e una coppia di amici, Veronica e Lorenzo.
La gita era stata incentrata sulla visita alla piana dei Navelli, per vedere la splendida fioritura dello zafferano (clamorosamente mancata, ovvio), per cui il sabato mattina è già organizzato. “Ma ragazzi, domani pomeriggio facciamo una passeggiata a cavallo?” chiede Veronica. Giulia entusiasta annuisce, io e Lorenzo non ci proviamo, tempo 5 minutie gita prenotata per le 16 del sabato (addio Roma – Spal...).
La passeggiata a cavallo è uno spettacolo, la Spal sbanca l’Olimpico, ci aspetta una 12 ore a tavola con i parenti, la giornata sembra perfetta.
Ci mettiamo in macchina per tornare in paese. Curve, praterie smisurate e terreni di caccia. Troppi. Uno, due, tre tornanti e ci attraversa la strada lanciandosi dal bosco una macchia bianca. È un cane. Impaurito. Sporco. Solo.
In quelle zone la concezione del “cane domestico” è un po’ diversa dalla nostra, fatta di cuccia, divano, letto e tv, per cui vedere cani girare senza padrone è piuttosto normale: ma quello sembrava diverso. Andiamo avanti per trovare un punto dove girare l’auto, combattuti, interrogandoci se fosse realmente come sembrava, fino a quando non incontriamo un signore che stava dando da mangiare ai suoi cavalli. “Scusi, abbiamo visto poco sopra un cagnolino bianco, è suo per caso?”. Il signore è di lì, conosce certamente meglio di noi il luogo e le sue dinamiche, e conosce meglio di noi i cacciatori e le loro dinamiche.
Ci dice che gira lì da un mesetto, lui le porta i croccantini, è una femmina e la chiama “Pika”, quasi certamente è stata abbandonata da un cacciatore perché non adatta alla caccia. Lui ne ha visti tanti finire così. Ci rimettiamo in auto, combattuti: “Torniamo indietro e prendiamola! Qualcuno a cui darla lo troveremo, altrimenti ce la portiamo a Ferrara”.
Nuova inversione, arriviamo di nuovo dal signore: “La prendiamo”. È magra, sporca, magari è anche malata, ma è il cane più bello del mondo.
E così, 600 km dopo “Pika” è diventato Chicca. Non ha più le montagne, ma un grande giardino privato in cui correre, mura bellissime su cui passeggiare e un mondo nuovo da esplorare. E, cosa più importante, ora ha una famiglia. —
Stefano Mannella
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